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Halo: Reach – Hands-on completo!

Abbiamo provato con mano l'attesissimo prequel in una versione pronta al 99%

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Il mondo fantascientifico di Halo sta per tornare a vivere sulle Xbox 360 di tutto il mondo con Halo: Reach, un prequel che rinnova la saga in tanti aspetti, mantenendo però intatto il fascino evocativo della saga degli Spartan e della loro lotta per la sopravvivenza, in un universo ostile e tecnologicamente avanzatissimo.

La presentazione ufficiale italiana di Halo: Reach, tenuta nella moderna sede milanese di Microsoft, non ha fatto altro che confermare la bontà dello sviluppo triennale di Bungie Studios, mostrando con fierezza e soddisfazione un titolo che potrebbe chiudere (il condizionale è d’obbligo) una saga che ha fatto la storia del progetto Xbox, che ha preso vigore proprio con il primo Halo, uscito nel 2001 in concomitanza con la prima console per videogame made in Redmond.

Se quasi tre milioni di persone hanno popolato i server in cui è stata ospitata la Beta Multiplayer di Halo:  Reach, probabilmente un motivo c’era. A prima vista, il nuovo titolo Bungie sembra esente da critiche tecniche, a maggior ragione visto che stiamo parlando di una versione che si attesta praticamente al 99% dello sviluppo definitivo a pochi mesi dalla release ufficiale, persino già localizzato in italiano.

L’aspetto grafico apprezzato in presa diretta è senza dubbio a livelli d’eccellenza per la saga di Halo, acquistando ulteriore vigore rispetto all’ultima incarnazione Halo ODST, con uno stile visivo d’impronta cinematografica, che aiuta l’immedesimazione del giocatore nel mondo fantascientifico e oscuro di Reach. 

Anno 2552. La squadra Noble si è unita in tutti i suoi componenti e ora ha un doppio obiettivo da raggiungere: difendere dalla razza aliena il pianeta Reach, ultimo avamposto militare della galassia rimasto agli umani, ma nello stesso tempo riuscire nell’impresa di non fare scoprire ai Covenant l’esatta locazione del pianeta Terra, che si trova pericolosamente minacciata d’invasione.

Il Team Noble è stato frettolosamente  messo su dalle ceneri di altre squadre dimezzate dalla potenza dei Covenant. Gli unici componenti a conoscersi e ad avere già lottato insieme sono il comandante leader Carter-259 e la sua vice Kat 320. Gli altri componenti di questo manipolo di “eroi per forza” sono il Chief Warrant Officer Jorge-052, unico Spartan-II del gruppo, nonché specialista in armi pesanti, il cecchino Jun-266, l’introverso artificiere Emile-239 e il semisconosciuto S-B312, uno Spartan III chiamato Noble Six, ex tenente dell’UNSC Naval Warfare Command dal passato decisamente oscuro.

In principio vestiremo gli scomodi panni del soldato Noble Six che, suo malgrado, ha preso il posto di un membro del gruppo ucciso recentemente in battaglia. Adesso ha delle responsabilità importanti, che cresceranno sensibilmente nel corso dell’avventura. Al vostro pad la scelta di impersonare un uomo o una donna nel team, come spendere nell’armeria i crediti guadagnati giocando in qualsiasi modalità di gioco, e ancora se giocare in co-op con altri 4 compagni umani, se farlo online o offline.

Inoltre la scelta del giocatore può avere ripercussioni sulla difficoltà di gioco, sulla cattiveria dei nemici, sull’arsenale di armi da utilizzare in base al proprio stile in battaglia, sulle armature speciali e altre caratteristiche che potranno regolare l’esperienza di gioco in base al livello di sfida richiesto. Durante la campagna in single player, ci toccherà impersonare tutti i membri del team, sfruttando le loro competenze specialistiche in battaglia e cambiando stile di gioco in corsa.

Il focus della presentazione è stato incentrato proprio sulle nuove possibilità di personalizzazione regalate da Halo: Reach, un titolo chiaramente dedicato ai fan del capostipite degli sparatutto moderni, che consentirà un ulteriore step evolutivo nella libertà di fruizione di ogni caratteristica di gioco, dal potenziamento del proprio giocatore alla scelta della sua voce, alla creazione di mappe uniche e originali dove intrattenersi a suon di sparatorie con amici, sia in modalità offline che online.

L’evoluzione di Forge, derivata dall’editor di oggetti e mappe multiplayer che ha visto la luce in Halo 3, è stato un punto cardine di Halo: Reach, incentrando l’integrazione di questo ricchissimo tool con le abitudini e  i gusti della community di Halo, grazie ai feedback raccolti durate gli ultimi due anni dagli sviluppatori. Il risultato è un editor realmente user-friendly che aumenterà in modo esponenziale la longevità di Halo: Reach.

Le possibilità di personalizzazione sono incredibilmente numerose e soddisferanno anche il più esigente dei giocatori, consentendo di creare da zero una mappa multiplayer da condividere con gli amici, o anche di perfezionare uno scenario a proprio piacimento. Ad esempio, sarà possibile spostare qualsiasi costruzione, passaggio o piattaforma da una qualsivoglia zona dello scenario a un’altra! Ma si potrà anche decidere di eliminare del tutto le strutture esistenti e liberare una mappa da ogni copertura, se si vuole battagliare in tutta frenesia. Al contrario, i giocatori più strategici saranno esaltati dalla possibilità di utilizzare l’editor per creare veri e propri labirinti a più livelli per allungare le fasi esplorative o piazzare la propria base nel punto più alto della mappa. E qualsiasi nuova creazione e contenuto creato con Forge sarà condivisibile online con l’intera comunità mondiale grazie al supporto di Bungie.net, in linea con le tendenze sempre crescenti di social networking che si stanno affermando. E tutto è stato realizzato con precisione certosina e la solita cura nei dettagli alla quale ci ha ormai abituato il team Bungie.

Ad ogni modo, abbiamo anche potuto vedere e toccare con mano il gameplay. Anche qui i miglioramenti sono ben visibili, grazie ad esempio agli accorgimenti introdotti nella gestione delle armi e nei movimenti sincronizzati dei propri compagni, ma soprattutto nel campo dell’Intelligenza Artificiale, aspetto che ci ha sorpreso particolarmente anche per impatto visivo. I movimenti e le strategie dei nemici sono state ulteriormente raffinate e l’effetto è una giocabilità più coinvolgente e impegnativa rispetto al passato. Gli odiati Covenant daranno la caccia agli Spartan in numero maggiore rispetto al passato, con nuove animazioni imprevedibili (c’è un vistoso aumento dei poligoni che compongono ogni avversario) e ai nuovi effetti dinamici delle luci e dell’illuminazione dei paesaggi, che sono sembrati convincenti e realistici.

In definitiva, Halo: Reach si conferma come un titolo di pregevole fattura, che consolida i classici parametri della saga, senza compromettere l’atmosfera e le scelte tanto care ai fan di Halo, ma riesce anche a innovare e sorprendere grazie a evidenti miglioramenti in diversi campi decisivi, quali il comparto grafico, l’AI, le possibilità di personalizzazione e l’atmosfera di gioco generale. Il massimo desiderabile per un fan di Halo, un’occasione da non perdere per tutti gli amanti degli sparatutto!

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