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L’ultima provocazione? Si chiama “Rent a Friend”

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Quando si dice che solo agli americani poteva venire in mente una cosa del genere, forse si sfiora il politicamente scorretto, ma non si va tanto lontano. Nell’infinità possibilità di combinazioni legate alla comunicazione, spunta ora l’idea di affittare gli amici. Il sito si chiama Rent a Friend e, anche se la sola idea ci fa pensare a posti nordici e isolati, il servizio ha recentemente esteso il proprio raggio d’azione in tutto il mondo.

Il meccanismo è semplice: ci si può registrare o per offrire la propria amicizia, in questo caso gratuitamente, oppure per cercare persone da affittare, pagando un’iscrizione di 25 dollari, più ovviamente il costo delle ore con il nostro amico preso in affitto.

E non stiamo parlando di attività professionali, come ripetizioni o corsi di chitarra, ma proprio di quelle che di solito si fanno con gli amici, come andare al cinema o a una festa. Sul sito comunque ci tengono a precisare a più riprese che non è un servizio di appuntamenti, e che non c’è nulla di legato al sesso.

Un fenomeno del genere può essere interessante da osservare, ma probabilmente non andrà tanto lontano. Davvero non si capisce perché di fronte a tutta la comunicazione del mondo a disposizione si debba pagare per avere qualcosa che si può ottenere gratis magari combinando altri siti, come ad esempio CouchSurfing, o andando a cercare in forum di appassionati di qualcosa.

E poi, forse noi italiani saremo anche sentimentali e poco pragmatici, ma che senso ha andare al cinema, o a ballare, con qualcuno che si è pagato?

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