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Facebook diventa geo-local con Places

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Era nell’aria, come novità del 2010 e come salto in avanti del social network, e così è stato: da qualche giorno Facebook è diventato un geo-social network grazie all’applicazione Facebook Places

Facebook dunque entra mani e piedi nel campo di Foursquare. L’applicazione ? al momento disponibile solo negli Usa, ma destinata presto a tutto il mercato globale ? permette agli utenti di localizzare geograficamente la loro posizione, di comunicarla attraverso lo status e di controllare chi è nello stesso luogo in quel momento.

La strategia è la valorizzazione più simbolica che economica del chek-in. In pratica funziona così: si arriva in un luogo, si apre l’applicazione con lo smartphone, si accede alla pagina e si fa check-in. In automatico, segnaliamo la nostra posizione su status e bacheca che finirà anche sulla pagina del luogo in cui siamo (un bar, una scuola e via dicendo).

Non è possibile, al momento, commentare e scrivere recensioni in merito ai luoghi visitati: solo consigliarlo agli altri amici. Quindi, è un servizio di socializzazione pura, senza plateali tentazioni di product placement e marketing 2.0.

L’obiettivo sembra piuttosto quello di regalare agli utenti una esperienza forte di community (come spiega bene il video di presentazione che potete vedere in fondo al post), immettendosi in un mercato particolarmente attraente per il grande numero di utenti e per la sempre più importante raccolta pubblicitaria locale.

C’è però la delicata questione della privacy. Ad esempio, in Facebook Places è possibile anche taggare gli amici, che però si possono staggare. Inoltre ogni check-in è visualizzabile differentemente a tutti, oppure agli amici, e per i minori ci sono limiti più restrittivi.

Lo spiega in un comunicato Michael Sharon, responsabile del prodotto:

Non è un servizio per dire continuamente agli altri dove ti trovi, ma solo se e quando vuoi.

Tuttavia, ci sono già allarmi nella blogosfera. E anche in Italia si trovano già istruzioni per disattivare la funzione. Per evitare che in automatico altri utenti segnalino la nostra presenza (sapere dove siamo significa anche sapere dove non siamo) e lo sfruttamento commerciale dei dati controllati dall’applicazione.

I soliti allarmi su Facebook? Interrogato sull’argomento, Mark Zuckerberg si difende, spiegando come, in realtà, il social network conteneva anche in precedenza molte informazioni sugli spostamenti delle persone. E comunque:

Con il nuovo sistema per la localizzazione, la persona che viene taggata riceve un avviso e ha la possibilità di rimuovere una singola tag o disattivare completamente il servizio. Il sistema richiede inoltre che la persona che tagga qualcun altro si trovi fisicamente nel luogo che sta indicando.

Insomma, su questa applicazione a Palo Alto hanno investito molta attenzione, per evitare altre polemiche sulla questione della privacy. Ci saranno riusciti? E voi, cosa ne pensate? Userete Facebook Places?

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