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Facebook Places dovrà competere con gli altri. Come?

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La nuova applicazione geo-tag di Facebook, Places, dovrà competere con molti strumenti già parecchio noti del mondo del check-in e della geolocalizzazione. E negli Usa, dove è già disponibile, si confrontano i punti di forza e di debolezza del gigante dei social network rispetto agli altri.

Foursquare, Gowalla e Yelp sono i diretti concorrenti di Facebook in questo particolare settore.

Il primo, in particolare, è l’obiettivo principale di Palo Alto. Per un motivo semplice: è il più utilizzato, ha avuto successo. Secondo alcuni commentatori, 4SQ ha un elemento competitivo che Places non ha: l’elezione dei sindaci di alcuni luoghi e le esperienze di marketing 2.0 che sostengono nuovi business.

Se siete imprenditori e avete intenzione di usare Places ci sono tre buone idee per superare questo gap:

  • Fare piccoli regali, escogitare eventi per chi segna un check-in nel vostro negozio. Un incoraggiamento concreto, o anche solo simbolico, può aiutare a fidelizzare il cliente e rendere simpatico il vostro business.
  • Promuovere il passaparola. Yelp e Foursquare sono cresciuti molto così. Incoraggiando i clienti a condividere con i loro amici la loro esperienza nel vostro business, stimolando la discussione e la recensione (che in Places non è automatico) attraverso Facebook e Twitter può fare la differenza. Il controllo del check-in sulla vostra pagina ufficiale è dunque molto consigliato.
  • Premiare la fedeltà del cliente. Bisogna dare al cliente una ragione per tornare da voi, magari prevedendo degli sconti al superamento di un certo numero di check-in.

Foursquare non è però l’unico social network a cui Facebook deve guardare. Yelp, ad esempio, il sito di recensioni basato sui feedback degli utenti, non c’è ancora in Italia ma è molto popolare negli Stati Uniti, dove è una specie di Pagine Gialle georeferenziato. Un affare colossale, che Google ha cercato a più riprese di acquisire.

Soltanto l’espansione dell’applicazione sugli smartphone potrà superare il gap, insieme all’abitudine di inserire tutti i negozi e i luoghi ritenuti interessanti nelle pagine Facebook.

Un giornalista americano ha fatto un esperimento: sul suo Places erano presenti lui e un negozio di liquori all’angolo della strada. Su Foursquare i luoghi segnalati da check-in erano venti. Su Yelp il doppio.

Quindi il quarto consiglio è: assicurati di essere nella lista dei check-in.

Una volta che Facebook Places sarà esteso, potrebbero esserci altri elementi da incorporare per diventare tutto ciò di cui avremo bisogno. Ad esempio, 4QS e Yelp permettono di vedere località vicine secondo il genere (ristoranti, cinema, stazioni di servizio, eccetera) e hanno anche un sistema di voto per sapere cosa ne pensano gli altri passati da lì.

Yelp addirittura li utilizza per farne delle classifiche. Tutti i dati, vicinanza, voti, offerte, possono essere utilizzati per filtrare i risultati delle ricerche.

Eppure, nonostante questo, è probabile che Facebook Places farà ai concorrenti della geolocalizzazione quel che Google ha fatto ai motori di ricerca. Per quale motivo? Semplice: la forza dei numeri. Lo spiega molto bene Tony Bradley, su PC World:

Facebook ha 500 milioni di utenti. Questi 500 milioni potrebbero avvantaggiarsi dei servizi come quelli di Forusquare e Yelp, ma non vogliono spendere tempo e fatica per utilizzare altri social network in modalità separata. Le aziende hanno lavorato perché Facebook si impegnasse con una grande utenza di massa, perché anche loro non possono dedicare risorse a promuoversi sui più disparati social network.

Facebook Places crescerà fino al momento in cui tutti i membri di questa comunità dal forte potenziale economico salteranno sul carrozzone. Se l’applicazione aggiungerà i servizi degli altri social risulterà più facile per gli utenti, più attraente per gli investitori. E Places diventerà inarrestabile.

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