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Google sfida Twitter nella ricerca in tempo reale

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BigG non si ferma mai nel miglioramento del motore di ricerca nell’ottica dei social network. Con l’ultima feature ha probabilmente raggiunto un grande obiettivo: fare meglio di Twitter nella segnalazione degli status.

Merito dello sviluppo di un beta, Realtime Search, di cui si parla molto in queste ore nella blogosfera.

Avevamo già raccontato della consapevolezza di Mountain View di dover corrispondere alle nuove richieste emergenti da un Web decisamente accelerato nei suoi contenuti.

Lo spiega bene la giornalista Claire Cain Miller dal blog del New York Times:

Per sapere tutto sui terremoti, o su un film che parla di terremoti, le persone vanno su Google. Ma quando sentono traballare la sedia su cui sono seduti corrono su Twitter per vedere se altri riportano lo stesso fatto.

Con la pagina Ricerca in tempo reale di Google, invece, si possono trovare status e informazioni aggiornate a pochi secondi prima, su Twitter come su tutti gli altri social network. Un passaggio fondamentale.

L’anno scorso Google aveva cominciato con l’incorporare risultati in tempo reale nella pagina generale della ricerca. Ma Google ha voluto essere meno convenzionale, anche perché il sistema portava in primo piano gli aggiornamenti solo quando avevano un ranking alto.

Questa ricerca, invece, in certi casi fa meglio di Twitter: la pagina non solo dà la caccia agli status, ai tweet e ai post più recenti, ma permette di applicare un filtro geografico.

Aggiungendo il codice postale o altri riferimenti locali possiamo trasformare i risultati in un costante feed di quel che accade attorno a noi (come concerti, eventi, appuntamenti, e via dicendo) senza perderci in cose troppo lontane.

Su determinati argomenti, anche molto recenti, possiamo combinare la ricerca in tempo reale con il sistema Alert, che permette opzioni di tutti i tipi anche sulla frequenza degli aggiornamenti e il numero di risultati.

Forse però l’opzione più interessante è quella che permette di seguire tutte le repliche a ogni singolo status: Twitter ne è priva, a meno di installare un programma esterno.

Ancora non si parla delle potenzialità economiche della pagina, che però avrà senz’altro delle inserzioni pubblicitarie. Al momento il responsabile, Dylan Casey, parla solo dei risultati per gli utenti.

Considerando però come Twitter è intenzionata a valorizzare economicamente i risultati delle sue ricerche, è difficile pensare che BigG resterà a guardare.

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