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Perchè Gmail è diventato un telefono

L'impegno di Google nel mondo del VoIP non significa esclusivamente una sfida a Skype: portare la telefonia in Gmail potrebbe significare in prospettiva molto di più, con un occhio strizzato soprattutto al mondo del business

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Ci si attendeva che Google entrasse nel mondo del VoIP fin da quando, nel lontano 2006, Google Talk è stato distribuito sul mercato diventando un client a sé stante che autorizzava chat prima e chiamate vocali poi. Ci si attendeva che Google sfidasse Skype fin da quando gli attriti con eBay hanno preso forma con Google Base prima e Google Checkout poi. Ci si attendeva che Google effettuasse il grande passo fin da quando ripetute acquisizioni hanno reso evidente l’interesse nel settore da parte dell’azienda.

Tutto si è fatto concreto con Android prima e con Google Voice poi: il VoIP da desktop, a quel punto, era soltanto questione di tempo. Forse non ci si attendeva che il primo passo sarebbe stato compiuto da Gmail, ma la cosa ha forte significato ed una sicura logica: Google intende partire da uno degli anelli forti della propria produzione per fare in modo che tutti gli utenti utilizzanti la casella di posta possano sperimentare la novità. Non che la cosa sia sia garanzia di successo: legare Google Buzz a Gmail solo poche settimane or sono è sfociato in un amaro insuccesso, ma in questo caso la complementarità dei servizi appare più promettente rispetto al tentativo compiuto con l’immaturo social network.

Oggi Gmail è la casella di posta più completa in assoluto: posta elettronica, instant messenger, chat, telefonia e social network “all in one” significano una spallata a Yahoo ed una a Hotmail (questi ultimi avevano comunque già incluso la comunicazione vocale all’interno dei rispettivi instant messenger): Google vuole imporre i Google Account come un passaporto per accedere ai servizi online ed una volta di più l’azienda sa cogliere nel segno incontrando il favore degli utenti facendo leva sul gratis (per USA e Canada) o comunque sul low cost (per tutto il resto del mondo).

Google sfida Skype? Si. Ma lo fa non tanto come una sfida diretta, ma più come un passaggio obbligato. Portando la telefonia sul desktop, infatti, Google punta forte sul mondo del business e della “unified communication”, aggiungendo così le chiamate vocali alle applicazioni già pensate per le produttività da ufficio. Google sfida Skype, dunque, ma anche Microsoft. Questo perchè il VoIP non va considerato come un fine ultimo, ma come un semplice mezzo per giungere al completamento di un’offerta organica.

Per questo motivo Google rassicura fin da subito: nessuna chiamata sarà mai ascoltata o registrata da alcuna persona o sistema informatico. La privacy è pertanto assicurata a livello di contenuto, mentre a Google rimane la possibilità di analizzare il traffico delle chiamate per disegnare il proprio “grafico sociale” a partire dalle comunicazioni effettive contratte tra i vari utenti.

Il meccanismo è pertanto chiaro: l’impegno sul VoIP è importante a prescindere, senza ambire a soverchiare per forza di cose l’impero Skype. Google ha altri e più ampi progetti tali per cui il VoIP si è venuto ad identificare come un passaggio obbligato sul quale scommettere ed attorno al quale creare molteplici sinergie.

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