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eBay non colpevole per i falsi gioielli Tiffany

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Citazione cinematografica a parte, la vicenda che ha visto fronteggiarsi eBay e Tiffany nelle aule di tribunale statunitensi risulta significativa per capire come chi mette a disposizione una piattaforma per le vendite online non debba ritenersi responsabile di eventuali comportamenti scorretti o di natura illegale da parte degli utenti. Più nello specifico, il giudice newyorkese Richard Sullivan ha respinto al mittente le accuse mosse nei confronti del portale di e-commerce, stabilendo che i gestori del sito non hanno attuato alcuna pratica riconducibile alla vendita di gioielli contraffatti.

La denuncia era stata depositata a causa di alcune riproduzioni non autorizzate dei gioielli ritrovate tra le inserzioni. Inoltre, eBay aveva sfruttato il nome dell’azienda per alcune campagne pubblicitarie finalizzate alla pubblicazione di link e banner all’interno delle pagine mostrate dai motori di ricerca in relazione alla keyword “tiffany”.

Il gruppo, dunque, non può essere ritenuto colpevole di comportamento ingannevole nei confronti della propria utenza, nonostante fosse a conoscenza della vendita di alcuni prodotti non originali. A favore di eBay hanno giocato anche gli importanti investimenti messi in campo per combattere le frodi online, quantificati in circa 20 milioni di dollari ogni anno. Ovviamente soddisfatti i vertici del portale che, tramite una dichiarazione rilasciata da Michelle Fang, hanno ribadito come la sentenza non faccia altro che confermare la validità delle strategie messe in campo in nome della tutela di acquirenti e produttori. Mark Aaron, portavoce di Tiffany, si è invece rifiutato di commentare quanto deliberato.

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