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Social network responsabili per la diffusione di malware

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Il 33% delle piccole e medie imprese intervistate, in occasione di una ricerca condotta da Panda Security, ha raccontato di aver dovuto affrontare l’infezione di software malevolo proveniente da social network. Fonte principale di malware, secondo i dati raccolti, è Facebook, seguita da YouTube e Twitter. Oltre un terzo di loro, inoltre, ha raccontato di essere ricorsa all’assistenza tecnica per ripristinare il corretto funzionamento dei propri sistemi informatici, sostenendo una spesa superiore ai 5.000 dollari.

L’indagine, che nei mesi di luglio e agosto ha preso in esame 315 società statunitense con meno di 1.000 dipendenti, ha evidenziato come dalle postazioni di lavoro sia ormai abitudine comune infrangere le direttive aziendali per accedere alle piattaforme 2.0. Per porre freno a questa tendenza, alcune realtà hanno deciso di sottoporre i propri dipendenti a corsi finalizzati proprio ad esporre i rischi legati ad attività di questo tipo.

Queste le parole di Sean-Paul Correll, ricercatore in forza a Panda Security:

I social network rappresentano di certo un’opportunità di incrementare il business per le imprese, ma al tempo stesso non sono esenti da rischi, legati soprattutto alla possibilità di essere colpiti da software malevolo e alla violazione della privacy.

Ecco le preoccupazioni principali delle aziende interpellate:

  • diffusione non consentita di informazioni riservate (74%);
  • malware (69%);
  • calo della produttività (60%);
  • danni all’immagine (50%);
  • problemi legati all’eccessivo utilizzo della banda disponibile (29%).

Il 78% degli intervistati ha comunque dichiarato di utilizzare i social network come risorsa per il miglioramento del rapporto con i clienti, sia per operazioni di marketing che per fornire assistenza. Nel 69% dei casi la scelta ricade su Facebook, il 44% utilizza Twitter, il 32% YouTube e, infine, il 23% LinkedIn.

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