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Blockbuster, la fine è dietro l’angolo

Il colosso Blockbuster è prossimo al fallimento: entro i prossimi giorni il gruppo dovrebbe avvalersi del Chapter 11 per avviarsi alla ristrutturazione del gruppo

I tempi d’oro son finiti da un tempo, ma per Blockbuster sembra essere addirittura molto vicina la fine. Tutto è crollato attorno al marchio diventato negli anni sinonimo di successo, emblema della globalizzazione e vittima sacrificale dell’innovazione: il fallimento ora è dietro l’angolo.


La pirateria, la distribuzione online, il successo dei videogiochi come forma sostitutiva di intrattenimento: le cause sono molteplici e tutte rincarate dall’immobilismo di una azienda che, pur vedendo sgretolarsi alla base il proprio mercato, non ha saputo reagire in tempo. Blockbuster è ora un colosso che sta crollando e che in brevissimo tempo potrebbe essere clamorosamente ridimensionato attraverso la chiusura di 500/800 punti vendita sul territorio.

I DVD non tirano più, il videonoleggio è un ricordo del passato ed il marchio ha perduto smalto. L’azienda ha proseguito su questa strada fino a ritrovarsi con centinaia di milioni di dollari di debiti (le stime indicano una cifra molto vicina al miliardo) e secondo voci insistenti l’ufficializzazione della bancarotta sarebbe ormai soltanto questione di ore. Entro i prossimi giorni, insomma, Blockbuster potrebbe avvalersi della protezione “Chapter 11 per avviare il gruppo verso l’ingente ristrutturazione necessaria per pagare i debiti e ripartire da zero.

Barron’s segnala come tra gli investitori interessati ai problemi Blockbuster vi sia anche Carl Icahn, noto per l’interessamento in Yahoo avvenuto ai tempi dell’offerta Microsoft: gran parte dei debiti del colosso del videonoleggio sarebbero stati contratti proprio con l’imprenditore USA,

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  • giovanni

    cerco lavoro c’è posto in blockbuster?

  • http://www.ilblogdeibit.it BB

    “La pirateria, la distribuzione online, il successo dei videogiochi come forma sostitutiva di intrattenimento”

    Mi piace che la prima causa citata sia la pirateria. Ma è proprio così?
    O piuttosto è una scusa comoda per giustificare il declino un settore che non ha più senso di esistere?
    La prirateria c’è sempre stata ma è ora di smetterla di pensare che un cd/dvd/game acquisito gratis tramite i canali p2p sia un cd/dvd/game non noleggiato o non acquistato.
    Questo rapporto potrebbe ottimisticamente essere 1 a 50.
    Ed è dimostrato da studi indipendenti che le major si rifiutano di prendere in considerazione che i downloader abituali sono i maggiori acquirenti di musica e film ORIGINALI.
    La dematerializzazione della distribuzione è inevitabile. Blockbuster è destinato a fare la fine dei maniscalchi quando inventarono l’auto.

  • Massimiliano

    Scusa BB, prima di tutto che lavoro fai? Mi puoi documentare questi studi indipendenti? Se i downloader abituali sono i maggiori acquirenti di music e film avremmo avuto un incremento esponenziale delle vendite. Mi sembra uno “studio” che concettualmente non può stare in piedi. Il fatto è che tutto ciò che è DOWNLOADATO o masterizzato ha, ed avrà sempre, lo stesso valore: 0
    e non parlo di un valore esclusivamente monetario.