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Il Gallo canta 328 volte

Il Rapporto Gallo è stato approvato dal Parlamento Europeo: sancisce alcuni paletti attorno a cui prenderanno forma i futuri interventi in tema di difesa del copyright

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328 voti a favore, 245 voti contro. Con questa votazione il Parlamento Europeo ha approvato il cosiddetto Rapporto Gallo, un testo per la tutela dei diritti d’autore presentato dalla parlamentare francese Marielle Gallo (UMP – Unione per un Movimento Popolare, il partito di Sarkozy) e fortemente contestato sia per le modalità con cui è stato redatto, sia per i contenuti, sia ancora per le finalità portate avanti.


La contestazione è iniziata sui contenuti: il rapporto sarebbe infatti, secondo i detrattori del documento, una summa di dati e riflessioni create all’uopo per confondere le carte in tavola e per aprire la strada ad interventi repressivi nei confronti della pirateria. Il tentativo sarebbe espressamente quello di cercare una via maestra per procedere a livello penale contro le violazioni di proprietà intellettuale, cercando così la benedizione europea che darebbe il via libera all’azione repressiva dei singoli stati dell’Unione. Questa l’analisi proposta da “La Quadrature du Net“, associazione francese che si occupa di libertà digitale a livello comunitario:

Anche se questo testo non ha conseguenze pratiche, si basa su delle cifre sbagliate proposte dalle lobby dei produttori e degli editori; chiede maggior repressione e apre la strada alla creazione di una polizia privata del copyright su Internet

La contestazione è proseguita quindi sul metodo. La proposta sarebbe stata infatti accompagnata da due petizioni, l’una avanzata da Eurocinema e l’altra dall’IFPI. Gran parte delle firme a corredo delle petizioni, però, sarebbero irregolari poiché appartenenti a persone inconsapevoli della propria partecipazione o addirittura decedute. Smontata alla base la petizione Eurocinema, sarebbe ora in corso la verifica sulle firme della petizione dell’IFPI.

La contestazione, però, è soprattutto incentrata sulle finalità che il rapporto si pone in qualità di apripista agli interventi legislativi futuri del Parlamento Europeo.

Le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, intesi come ogni minaccia al diritto di proprietà intellettuale come i diritti d’autore, le marche, i disegni o i brevetti, costituiscono una minaccia reale per la salute, la sicurezza dei consumatori, ma anche per la nostra economia e le nostre società

Il Rapporto Gallo, così introdotto, mette nello stesso calderone ogni tipo di infrazione, senza distinzioni relative allo scopo di lucro e senza analisi differenziate tra beni materiali ed immateriali, su supporto o digitali. Attorno aleggiano l’ACTA (in fase di stallo) e l’Hadopi francese (precedentemente osteggiata dalla Commissione Europea), due ombre che si allungano sulle autorità europee creando ulteriore tensione sul tema.

328 voti a favore sono sufficienti: il Rapporto è stato approvato in qualità di documento relativo al «rinforzo della proprietà intellettuale nel mercato interno». Con questo voto l’UE afferma il valore dei brevetti come contributo alla competitività e l’attenzione necessaria nei confronti della rete in qualità di veicolo un quantitativo ingente di infrazioni. Il testo sembra in particolare rivolto in alcuni passaggi ad una maggior armonizzazione europea nei confronti dei “3 strike” francesi, identificati come una necessaria misura “non legislativa” necessaria per migliorare la situazione.

Le osservazioni critiche sul rapporto sono molte e circostanziate. Il testo, al tempo stesso, difende e riafferma il concetto di diritto alla copia pirata: «gli individui che copiano gli originali per un uso privato non debbono dover dimostrare che le loro copie sono legittime». Un testo complesso, dunque, e destinato a far discutere. Destinato, soprattutto, a costruire la base su cui si svilupperanno le prossime trattative ACTA, i prossimi interventi nei confronti dell’Hadopi e le prossime iniziative parlamentari sul tema in ambito europeo.

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