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Blockbuster: è bancarotta

Blockbuster apre ufficialmente le procedure fallimentari annunciando il ricorso al Chapter 11 previsto dalla legge USA per ricapitalizzare il gruppo

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Blockbuster è ufficialmente in bancarotta. L’annuncio, ormai inevitabile e previsto, giunge direttamente dall’azienda la quale sul sito ufficiale ha reso noto l’accordo per approdare alle procedure “Chapter 11” che piloteranno il gruppo verso la nuova dimensione post-crisi. Una cosa è certa: il colosso è caduto ed il nome “Blockbuster” entra nei libri di storia.


Vi entra a pieno merito, ma senza il lieto fine. Blockbuster è infatti stato un gruppo di enorme successo planetario diventando nei fatti il leader di un certo tipo di intrattenimento casalingo. Quando l’home-video era il re incontrastato delle serate sul divano, Blockbuster era il regno prediletto presso cui andare in processione a ritirare le proprie videocassette ed i propri DVD. Poi però qualcosa è cambiato: l’arrivo delle console da gioco ha esploso un nuovo modo di pensare le serate davanti alla tv, la pirateria ha proposto modalità nuove di accesso ai contenuti ed infine hanno iniziato a sbocciare i servizi online in grado di offrire contenuti in streaming da godere con un semplice click. A questo punto i titoli di coda sulla storia del gruppo stavano già scorrendo.

Il comunicato ufficiale spiega che l’azienda approda ora al Chapter 11 (procedura fallimentare prevista dalla normativa statunitense) con un fardello debitorio da quasi 1 miliardo di dollari: al termine della ristrutturazione, nella quale sono previste numerose cessioni relative ai punti Blockbuster sul territorio, il debito andrà annullato o comunque portato alla più tollerabile cifra di 100 milioni. Jim Keyes, attuale amministratore delegato del gruppo, ha spiegato che il Chapter 11 rappresenta oggi la migliore delle opzioni a disposizione per riportare l’azienda in una situazione di forza ed in condizione di ricapitalizzare le proprie attività, consolidare i propri asset e rivedere la propria posizione sul mercato.

Al momento non vi saranno ripercussioni dirette sulle attività: tutti i 3000 centri Blockbuster al mondo rimarranno aperti ed operativi, compresi quelli italiani, ma ogni singola entità sarà valutata dall’apposita commissione che dovrà valutare quali siano le migliori opportunità di cessione e monetizzazione. Ogni ulteriore dettaglio è disponibile sull’apposito punto informativo predisposto dall’azienda online.

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