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Kinect è anche advertising

Con l'arrivo di Kinect Microsoft auspica di portare l'advertising in-game ad un nuovo livello. Già coinvolti i marchi Chevrolet, T-Mobile e Sprint

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Microsoft crede da tempo nella pubblicità in-game e, forte del successo della console Xbox, ha voluto incrementare proprio con l’advertising la monetizzazione dei propri strumenti espressivi nel gaming. Così sarà anche con Kinect: a poche settimane ormai dal lancio ufficiale, Microsoft offre il proprio plauso ai primi brand saliti a bordo, invitando così altri grandi nomi a soppesare le proprie opportunità in tal senso.

Microsoft ha colto l’occasione della Advertising Week 2010 per prendere per mano tre brand e catapultarli sul carro dell’ex-Project Natal. Chevrolet, Sprint e T-Mobile USA: saranno questi i primi nomi ad unire il proprio marchio a quello Kinect, e per ognuno è stata pensata una diversa offerta per coinvolgere nel migliore dei modi l’utente che, grazie al nuovo sistema di gaming pensato per la Xbox 360, mette a disposizione il proprio coinvolgimento e la propria attenzione per ricavarne una migliore esperienza videoludica.

L’esempio Chevrolet è quello più esplicativo. Il noto produttore d’auto consente infatti agli utenti di utilizzare i propri veicoli sul “Kinect Joy Ride”, uno dei giochi che Microsoft Game Studio ha previsto per il lancio di Kinect (previsto per i primi giorni di novembre). L’esperienza inizia con una Chevrolet Volt ma, previa visualizzazione di apposite pubblicità, è possibile sbloccare nuovi download salendo così a bordo di una Chevrolet Cruze, una Chevrolet Camaro o anche una Chevrolet Corvette.

Sprint porterà il proprio brand su Kinect Adventures, T-Mobile su Kinect Sports.

La piattaforma Kinect offre modalità interattive per i brand per entrare in contatto con i consumatori consentendo loro di esplorare e vivere contenuti brandizzati attraverso voci e gestualità. Portando l’interazione tra brand e consumatori su un nuovo livello, Microsoft lavora a stretto contatto con i propri partner per assicurare che coinvolgenti esperienze possano essere rilevanti e possano aggiungere valore all’esperienza di intrattenimento in sé

Se è contento l’utente, insomma, sarà contento l’inserzionista. E se sono contenti entrambi, a guadagnarci è soprattutto Microsoft, la quale da Kinect non fa mistero di attendersi grandi cose.