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Facebook: questo è l’ombelico del mondo

Facebook non vuole essere soltanto un social network, ma anche un vero e proprio ombelico della vita quotidiana, sia online che offline

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In un intervento tenuto nelle scorse ore a New York dal Chief Operating Officer di Facebook, Sheryl Sandberg, v’è il succo di tutto quel che Facebook sta facendo per affermare la propria identità definitiva. Non solo un social network: Facebook ha ambizioni maggiori, senza limitare il servizio ad un incontro tra persone ed inserzionisti.

Semplicemente: «La gente non vuole qualcosa che vada bene per chiunque. La gente vuole qualcosa che rifletta esattamente ciò che vede e conosce». Qualunque cosa stia facendo, insomma, l’utente vuole un servizio tagliato su misura per sé sulla base delle proprie conoscenze, esperienze ed aspirazioni. Facebook intende configurarsi come l’elemento in grado di personalizzare qualunque cosa, fungendo da tramite tra utenti e servizi.

Di qui il potenziale accordo con Skype: la gestione “social” dei contatti favorirà l’adozione di Skype e le comunicazioni relative. Di qui anche la potenziale collaborazione con Foursquare e Gowalla, identificando il social network come il riferimento per l’uso delle proprie informazioni geolocalizzate. Il futuro può essere in advertising personalizzato, siti personalizzati, interfacce personalizzate.

Vogliamo far sì che Facebook possa essere disponibile ovunque e su ogni device. La cosa è al momento complicata in un mondo con così tanti telefoni e così tanti operatori

Il Facebookfonino sarà soltanto un passo in questa direzione, andando in tal senso ad accompagnare il percorso già proprio delle varie app distribuite sui vari sistemi operativi mobile.

Il discorso di Sheryl Sandberg ha pertanto confermato la vocazione del network, quella che ha reso grande Facebook e che ancora deve esprimere completamente il proprio potenziale: Facebook intende diventare l’ombelico della vita online, il ponte privilegiato tra la rete e la realtà, il simulacro ideale dell’identità digitale dell’utente. Tramite la lente di Facebook tutto può essere plasmato e personalizzato perchè Facebook impara a conoscere l’utente un “like” dopo l’altro.

L’ambizione, insomma, va ben oltre quel che Facebook ha realizzato sino ad ora. Ed alla luce di tale ambizione è logica la scelta di posticipare la quotazione in borsa per almeno un ulteriore biennio, il tempo necessario per affermare in pieno la nuova dimensione del progetto e trovare così a Wall Street la giusta collocazione ed il giusto valore.

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