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Lettera al ministro Romani

Lettera a Paolo Romani, neo-Ministro dello Sviluppo Economico: un messaggio di benvenuto per puntualizzare il primo dei "to do" del ministero

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Egr. sig. ministro,

il nostro vuole essere un benvenuto sincero condito dei migliori auguri per il nuovo ruolo che va a ricoprire. Ma il dito è puntato fin da subito: il particolare contesto che la vede firmare la propria promessa di servizio allo Stato la costringe a serrare i tempi come non mai in passato e su questo la rete non transigerà: di parole ne son piovute troppe, di risultati se ne sono avuti pochi. Il suo è un vero e proprio dovere. Ma è anche una vera e propria occasione.

Inutile nascondersi dietro un dito: il suo potrebbe essere un ministero estremamente importante ed estremamente breve. La sua carica infatti ha una pesante spada di Damocle che pende sugli importanti lavori che vanno portati avanti: il Governo potrebbe cadere ormai da un giorno all’altro. Non lo nega il premier, non lo negano gli alleati, lo auspica l’opposizione: la sua firma ha una durata indefinita, ma sicuramente limitata. Alla luce di questa realtà, ogni ora perduta sarà un’occasione gettata al vento: l’Italia non può aspettare.

Sul “cosa” fare, non abbiamo dubbi. Ma la banda larga non è soltanto una priorità degli esperti del settore: una rete ad alte performance è qualcosa di innegabilmente importante, qualcosa richiesto dall’Unione Europea e qualcosa di strettamente necessario per fare il grande passo verso il futuro. Non c’è sviluppo economico senza lo sviluppo di una Next Generation Network, non c’è crescita del PIL senza la costruzione di quelle infrastrutture di base realmente in grado di offrire al paese i servizi online di cui necessita l’utenza, l’impresa e la pubblica amministrazione.

Inutile snocciolare numeri e teorie: nessuno meglio di Lei in questo momento conosce le comunicazioni, i provider e lo stato di difficoltà che il digital divide sta comportando. Nessuno più di lei, inoltre, ha ora la necessità di allontanare da sé i dubbi relativi al conflitto di interessi che fin dalla prima ora circondano la sua nomina.

Dimentichi momentaneamente RAI e digitale terrestre, temporeggi sul nucleare, si dedichi all’urgenza FIAT senza farne l’unico problema nazionale e sfrutti bene il tempo che le sarà concesso: la banda larga non può più attendere e la sua nomina, in questo preciso momento, le pone sul capo responsabilità non procrastinabili. Ulteriori mesi di vuoto sarebbero un dramma: lei ha iniziato un lavoro come responsabile per le comunicazioni, lei ora ha tutto quel che serve per renderlo esecutivo per il bene dello sviluppo economico.

Per ora semplicemente congratulazioni e buon lavoro. Sperando un giorno di poterle rivolgere un “Buon lavoro, congratulazioni!”.

Photo credit: Kristian D.

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