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Apple chiude l’affair stock option

La società di Cupertino mette mano al portafogli, per risolvere l'annosa questione delle stock option irregolari che si protrae ormai da diversi anni

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16,5 milioni di dollari è la cifra che Apple vedrà uscire dalle proprie casse per chiudere una volta per tutte la diatriba legata alle stock option retrodatate. Eppure, alla società di Cupertino e ai suoi vertici poteva andare molto peggio. Lo stesso Steve Jobs è stato negli anni passati al centro della questione, uscendone pulito ma non cancellando tutti i sospetti sul suo conto, mentre Fred Anderson ha rassegnato fin da subito le sue dimissioni, per il bene dell’azienda.

14 milioni di dollari verranno versati agli azionisti, mentre altri 2,5 milioni saranno investiti in un programma finalizzato a rafforzare strumenti e pratiche di controllo interni, per evitare che situazioni simili possano tornare a verificarsi in futuro. A questi andranno ad aggiungersi ulteriori 4 milioni destinati a pagare le parcelle degli avvocati che hanno seguito l’evolversi della vicenda.

Le indagini della SEC (Securities and Exchange Commission), ente governativo statunitense che vigila sul corretto svolgimento delle transazioni di borsa, terminano dunque qui, dopo un decennio dai fatti che attirarono l’attenzione degli inquirenti. Al centro della questione alcune decisioni prese da Jobs e dai suoi collaboratori tra il dicembre 2000 e il gennaio 2001, con le quali i vertici Apple avrebbero messo le mani su alcune stock option retrodatate, avvantaggiandosi del loro più competitivo prezzo di mercato e danneggiando così gli altri investitori.

Ai tempi la pratica sembrava essere diffusa: molti gruppi sono finiti nel mirino della SEC e tutti hanno dovuto pagar dazio anni più tardi per trasformare il falso il bilancio in un semplice errore procedurale di cui far ammenda e da sotterrare con una semplice penale. Il costo per Apple è stato di 14 milioni, cifra del tutto consona per porre rimedio alla class action avviata e per salvare dai sospetti il vero e grande valore dell’azienda: Steve Jobs.

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