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Tron sbarca su Facebook con un’applicazione strabiliante

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Se siete stati ragazzini negli anni Ottanta basta la parola: Tron. Se invece siete più giovani, continuate a leggere. L’attesa per il seguito del celebre film non è giustificata solo dal carattere di incredibile originalità del primo episodio, precursore della realtà virtuale, ma anche da una strategia di comunicazione tramite social network davvero strabiliante.

Già, perché la Disney, produttrice di Tron: Legacy (il film segue le vicende del figlio del creatore di Tron) ha voluto spingere al massimo sul Web 2.0 e in particolare sui social network, tanto che è stata pensata un’applicazione senza precedenti per complessità.

Il social network ospita una pagina dedicata al film dov’è possibile accedere a una serie di informazioni e credits: si possono vedere le prime immagini del film, i trailer, commentare e pubblicare sulla bacheca, partecipare alla premier di 20 minuti prevista per il 28 ottobre (l’uscita del film è il 17 dicembre). Tutto in un ambiente grafico e sonoro “arcade” che riproduce perfettamente quello del film.

È possibile anche ascoltare la traccia portante della colonna sonora, firmata Daft Punk, e condividere tutti questi elementi con gli amici. Ma questo è solo l’antipasto. Il capolavoro è TroniVerse, l’applicazione progettata per gli appassionati con un grado di interazione eccezionale.

TroniVerse si presenta come il pianeta Terra che virtualizza i contributi globali alla discussione sul film: ogni immagine di Flickr, ogni cinguettio su Twitter, ogni status su Facebook, ogni video di YouTube, ogni elemento attinente a Tron viene catturato e riprodotto in una griglia mobile. Un vero aggregatore di social media.

In questo momento, con più di 700.000 post, l’applicazione ha creato uno dei più grandi social-hub per una campagna di pubblicità. Alcune cose vanno ancora sistemate (come la collocazione geografica e qualche problema nei pop up), ma l’effetto complessivo è fantasmagorico.

Le posizioni sull’argomento sono due: c’è chi ha applaudito e chi invece considera tutto l’ennesima applicazione commerciale del solito algoritmo. E voi cosa ne pensate? Questo tipo di campagna pubblicitaria per un film vi piace o vi annoia?

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