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John Sculley: “La mia presenza in Apple un grande errore”

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Nonostante si tratti di una questione nota, forse non tutti sanno che Steve Jobs non è sempre stato al timone di Apple. Per chi avesse la memoria corta, basti ricordare che dal 1983 al 1993 l’azienda è stata guida da John Sculley, ex presidente di Pepsi, arruolato per il suo fiuto per gli affari. A 27 anni di distanza, Sculley torna a parlare del proprio ruolo, definendolo un grande errore.

Il businessman ha sicuramente alcuni meriti, come l’aumento delle vendite dei prodotti targati Mela da 800 milioni a 8 miliardi di dollari. Suoi, tuttavia, sono anche l’allontanamento di Steve Jobs a metà degli anni ’80 e la decisione di passare all’architettura PowerPC.

Sculley ha ammesso di non sapere molto di computer, sia ai tempi che tuttora. Gli azionisti, però, lo vollero come CEO perché poco convinti della giovane età di Steve Jobs. In un primo tempo, quello di maggior successo, i due lavorarono praticamente insieme. Quando arrivarono i primi dissidi tra Jobs e la leaderboard degli azionisti, però, Sculley si è trovato di fronte ad un mercato che poco conosceva. Gran parte dei prodotti realizzati dopo l’uscita dell’iCEO, perciò, hanno seguito proprio vecchie bozze di Jobs ed è per questo che sono riusciti, bene o male, a ritagliarsi un piccolo spazio sul mercato. Ma le continue scelte orientate al puro marketing, che tante soddisfazioni avevano dato a Pepsi, non potevano funzionare sul nascente settore dell’informatica. Dopo una lunga serie di fallimenti, Sculley venne costretto a lasciare Apple nel 1993.

Quel che è interessante, però, sono alcune indiscrezioni sull’iCEO. Innanzitutto, Steve non avrebbe mai digerito, e come dargli torto, la cacciata dall’azienda che lui stesso ha creato. Ancora oggi pare ne parli con acceso livore, come se fosse una situazione mai risolta. Secondariamente, Sculley si dice sorpreso di come Jobs sia ancora fedele ai propri principi originari, quelli che han portato alla nascita di Apple. E ne rivela anche alcuni:

  • Design bellissimi;
  • Attenzione per l’esperienza del cliente;
  • Nessun focus group;
  • Perfezionismo;
  • Visione;
  • Assunzione degli elementi migliori sul mercato;
  • Attenzione ai dettagli;
  • Minimalismo;
  • Dimensioni ridotte;
  • Rifiuto dei progetti non idonei;
  • Perfezione;
  • Teoria dei sistemi.

Date queste dichiarazioni, è lecito domandarsi quali risultati avrebbe potuto raggiungere Cupertino qualora Steve Jobs non fosse stato allontanato dall’azienda. Apple sarebbe stata più grande di quanto non sia già ora?

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