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La polizia di Manchester usa Twitter per protesta

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Dall’auto rubata al rumore molesto, dal falso allarme all’incidente stradale, 24 ore di un comando di polizia su Twitter. È l’idea clamorosa venuta a uno dei più grandi uffici di polizia della Gran Bretagna, quello di Manchester.

L’esperimento fa parte di una campagna di sensibilizzazione che il corpo di polizia ha voluto mettere in campo per opporsi ai tagli della finanziaria. Come ha spiegato il comandante Peter Fahy dal sito Internet:

La realtà del lavoro di polizia è che la criminalità sarà anche una parte importante di quel che facciamo, ma facciamo molto altro. Siamo un’agenzia di ultima istanza, e gran parte del nostro carico di lavoro è collegato al più ampio problema sociale dell’abuso di alcool e droghe, la salute mentale e anche la solitudine.

Insomma, non solo blitz antiterrorismo, ma un incredibile numero di operazioni. Il Twitter del comando, iniziato alle cinque del mattino di ieri e appena conclusosi, ha collezionato 1.300 post: l’ubriaco sul bus, il veicolo rubato, l’arresto di un taccheggiatore, persone scomparse, e persino un falso allarme per un uomo che pareva volesse gettare un bambino dal ponte e invece portava in braccio il suo cagnolino.

L’esperimento ha avuto successo: dai 3.000 followers accumulati in due anni (da quando è stato aperto il microblogging) si è passati ai 19.000 di queste ultime 24 ore.

L’analisi di questi ha suggerito che i tweets sono vissuti anche come strumento meno invasivo della privacy delle persone. Non si tratta di reporter improvvisati con i loro videofonini, ma di testi inviati dal dipartimento di comunicazione, sempre insieme a due ispettori.

È il momento di iniziare a misurare le prestazioni in modo diverso. C’è bisogno di più attenzione per il settore pubblico nel suo complesso e dobbiamo lavorare insieme per affrontare i problemi. Dai tweet vediamo come abbiamo visitato più volte le stesse famiglie, le stesse aree e gli stessi individui che causano gli stessi problemi: queste persone stanno causando una distrazione considerevole per le finanze pubbliche. Se il settore pubblico non fosse organizzato con pentole separate di denaro ma potessimo spendere in modo più efficiente, con lo stesso grande piatto, potremmo collaborare, unire le nostre responsabilità e condividere i problemi.

Insomma, il social network suggerisce anche un metodo differente per spendere meglio il denaro del contribuente. Il comando ha deciso anche di pubblicare le foto della giornata su Flick per la massima trasparenza.

Chissà che a qualcuno anche in Italia non venga in mente di fare lo stesso. Dopotutto, le difficoltà di questo lavoro e l’interesse che suscitano i social si somigliano dappertutto. Proprio come le finanziarie.

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