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Visa dichiara guerra alle finte farmacie online

Operazione Pangea III: Interpol e Visa Europe assieme per combattere la vendita online di medicinali contraffatti

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Visa Europe e l’Interpol hanno coordinato una estesa iniziativa mirata alla chiusura di tutta una serie di rivendite illegali di medicinali sulla rete. L’operazione ha preso il nome “Pangea III“: posta in essere tra il 5 ed il 12 ottobre, è stata estesa a ben 40 paesi in tutto il mondo nel contesto della International Medical Products Anti-Counterfeiting Taskforce (IMPACT). I numeri dell’operazione non sono stati dettagliati, ma si sarebbe comunque trattato di un rastrellamento con importanti risultati: vari gli arresti portati a segno e migliaia i medicinali contraffatti posti sotto sequestro.

«Sebbene la maggior parte degli operatori sia regolare, ci sono alcune farmacie online illegali, con prodotti contraffatti che possono danneggiare la salute pubblica e la fiducia che i consumatori hanno nei confronti dei sistemi di pagamento»: così la VISA ha spiegato la propria collaborazione con l’Interpol, indicando il monitoraggio compiuto come un atto dovuto per colpire le attività irregolari sancendo la chiusura definitiva delle rivendite. Ed il tutto sia da esempio: «Questo è un chiaro messaggio alle farmacie irregolari esistenti: non avete scampo».

Il problema dei farmaci online è pesante ed avvertito il tutto il mondo: un po’ lo spam, un po’ esplicite scelte da parte dei consumatori, portano gli acquirenti verso negozi spesso irregolari e privi di alcuna affidabilità. Ripulire il mercato online e portare nuove regole nel settore potrebbe aiutare tanto gli acquirenti quanto i venditori onesti, poichè il denaro andrebbe a confluire tutto nella giusta direzione lasciando mutua soddisfazione tra domanda ed offerta.

Il comunicato relativo all’operazione Pangea III precisa peraltro come VISA non applichi alcuna restrizione ai pagamenti effettuati dall’utenza, lasciando così piena libertà decisionale e d’acquisto ai propri clienti. Ciò non vieta, però, la necessità di rispettare la legge tanto da parte del venditore quanto dalla parte dell’acquirente, ognuno nei rispettivi paesi. Chi sbaglia, insomma, paga: tanto che acquisti in modo illecito, quanto che venda materiale non conforme alla legislazione.

Photo credit: Candy

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