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Medal of Honor, dal Codacons grosse polemiche per l’ambientazione

Polemiche per Medal of Honor: si richiede il blocco delle vendite per l'Italia

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Le polemiche per Medal of Honor, sfociate originariamente in Gran Bretagna, dove il videogioco targato Electronic Arts è stato bocciato per il modo in cui è possibile ricreare le azioni belliche dei talebani, giungono anche in Italia.

Il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha infatti definito Medal of Honor un gioco assolutamente inopportuno e ne ha richiesto il blocco delle vendite al Ministero per lo sviluppo economico. Si è inoltre pronunciato a riguardo Augusto di Stanislao, richiedendo nuovamente il ritiro del titolo dal mercato italiano: “abbiamo appena finito di piangere 4 nostri soldati uccisi nell’agguato a Farah e avremo nei negozi il nuovo videogame che permetterà a tutti, bambini compresi, di scegliere di stare dalla parte delle forze occidentali o talebani e addentrarsi virtualmente nello scenario di guerra”, ha affermato il capogruppo dell’Italia dei Valori.

L’FPS in questione, reboot della popolare serie di EA, si svolge infatti in Afghanistan e vede contrapporsi americani contro talebani, proprio come accade nella vita reale. Dunque, anche se si tratta di un videogioco, Medal of Honor viene etichettato come inopportuno soprattutto perché può facilmente finire nelle mani dei minorenni, che chiaramente sono maggiormente influenzabili e suggestionabili rispetto agli adulti.

Ad ogni modo è probabile che tali tentativi di censura non porteranno ad alcun risultato concreto nel mercato del Bel Paese, se non quello di pubblicizzare ulteriormente il gioco di Electronic Arts, che nel frattempo sta tentando di tutelarlo cambiando il nome dei talebani nel comparto multiplayer e definendoli semplicemente “forze ostili“. Un passo simbolico, che di poco cambia lo scenario e gli eventi qui narrati e che difficilmente riuscirà a placare le polemiche che hanno investito il titolo.

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