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Oracle guarda avanti: OpenOffice 3.3.0 RC 1

Oracle risponde alle polemiche suscitate dalla community di sviluppatori e dal progetto LibreOffice, con il rilascio di una RC per OpenOffice 3.3

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È passato ormai oltre un decennio da quando il progetto OpenOffice prese vita dalle ceneri della suite StarOffice. Negli anni, la sempre più attiva community di sviluppatori volontari che hanno contribuito al suo perfezionamento, è riuscita a dare vita a un prodotto open source, gratuito e ormai utilizzato da oltre 100 milioni di utenti in tutto il mondo, tanto che Microsoft si è vista di recente costretta a correre ai ripari con un video in cui smonta pezzo per pezzo la presunta superiorità del software nei confronti del suo pacchetto Office. Ed ora un nuovo, complesso, capitolo: OpenOffice 3.3.0, il marchio indelebile sulla scissione interna maturata in queste settimane.

La storia di OO non è fatta solo di successi e buoni intenti universalmente condivisi: lo dimostra la recente diatriba che ha spinto i suoi programmatori volontari a prendere una strada alternativa, concentrandosi sullo sviluppo della nuova suite LibreOffice. La motivazione principale che sta alla base di una tale decisione è da ricondurre alla richiesta nei confronti di Oracle (che da pochi mesi si è accaparrata anche MySQL) di rilasciare il marchio OpenOffice in gestione alla community che ha da sempre contribuito alla sua crescita. La pubblicazione di questa nuova versione 3.3.0 Release Candidate 1, ora, non può far altro che inasprire ulteriormente il rapporto tra le due parti, già logorato dalle tensioni degli ultimi tempi.

Dal canto suo, la società conferma l’intenzione di proseguire nel perfezionamento di un prodotto che, ad oggi, vanta un complesso ed evoluto codice da 7,5 milioni di linee. Anche il supporto all’Open Document Format resta tra le priorità di Oracle, che però non sembra per nulla incline a soddisfare le richieste di quanti hanno lanciato la loro provocazione con la nascita del fork LibreOffice. Il braccio di ferro più insolito del panorama open source sembra dunque ancora lontano dal volgere all’epilogo.

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