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TweetDeck a Jobs: Android non è un problema

Android risponde a Jobs in linguaggio di programmazione mentre TweetDeck considera la frammentazione una ricchezza, non ostacolo

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Steve Jobs si è cercato un uno contro tutti che a distanza di poche ore è diventato un tutti contro uno. Le accuse a RIM hanno trovato la risposta inferocita del CEO Jim Balsillie, ma anche Google ed il team TweetDeck sembrano respingere la realtà dipinta dal numero uno di Cupertino.

La risposta dal mondo Android è firmata Andy Rubin con un tweet intriso di ironia: «the definition of open: “mkdir android ; cd android ; repo init -u git://android. git.kernel.org /platform/manifest.git ; repo sync ; make”». Ossia, in comandi Linux: crea una directory, vai sulla directory, scarica i sorgenti e compila. Un messaggio diretto a Jobs ed agli sviluppatori, un modo per chiarire la natura “open” di Android così come Android la intende e la porta avanti.

Da parte sua TweetDeck aveva già risposto anzitempo con un post del 12 ottobre: il team aveva sì evidenziato l’estrema frammentazione dell’ecosistema Android, ma al tempo stesso si era detta meravigliata dell’estrema varietà di device che è possibile coprire. TweetDeck aveva visto dunque il lato positivo della frammentazione, mentre Jobs ha girato il discorso sulle difficoltà e sull’impegno aggiuntivo imposto agli sviluppatori.

TweetDeck su Android

TweetDeck su Android

TweetDesk lo ribadisce con chiarezza: il team ha soltanto due sviluppatori impegnati su Android e non viene avvertita alcuna difficoltà particolare in conseguenza della frammentazione del sistema made in Google. Ogni accusa, insomma, è rimandata al mittente: TweetDeck difende Android e smonta l’ennesimo tassello dell’accusa pubblica di Jobs.

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