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Wikileaks pubblica documenti scioccanti sull’Iraq

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Soltanto pochi giorni fa aveva smentito tutte le anticipazioni: chissà, forse per sviare l’attenzione. Ora però Assange ha riaperto i battenti di Wikileaks, mostrando esattamente i documenti che il mondo attendeva, quelli dall’Iraq. Il risultato è una fotografia agghiacciante di quel conflitto.

Con un semplice Tweet, il sito “pirata” degli scoop sulle guerre ha direzionato gli internauti verso un sito che raccoglie già le analisi di tutta questa documentazione, Iraq War Logs, dove è possibile leggere i primi resoconti di questi secondi War Logs. Ora però tutto è sotto la lente d’ingrandimento dei media di ogni parte del mondo.

Con una diretta da Londra, Assange ha raccontato i contenuti di questi documenti pubblicati contemporaneamente dalle medesime tre testate giornalistiche dei War Logs afghani: New York Times, The Guardian e Der Spiegel. Si tratta di 400mila report molto ricchi, dai quali i tre giornali hanno tratto diverse notizie.

Il giornale americano si è concentrato sul sostegno iraniano al terrorismo, quello inglese sui casi di tortura, violenze, abusi da parte dell’esercito, mentre quello tedesco ha preferito introdurre una visione generale della documentazione con queste parole:

Le relazioni dal terreno di guerra dei soldati gettano nuova luce e documentano in modo unico come l’esercito americano è stato fortemente impotente nel conflitto per anni.

I numeri di questi report fanno spavento: 109mila morti, l’80% dei quali sono vittime civili. E tra questi c’è anche il nostro Nicola Calipari, sulla cui tragica fine pare emergano nuovi elementi che incolpano Sheik Husain, responsabile del sequestro di Giuliana Sgrena.

L’ex leader di Al Qaeda in Iraq denunciò, con una telefonata anonima, la presenza di esplosivo sulla macchina che portava la giornalista italiana e l’agente italiano all’aeroporto di Baghdad, causando il preallarme che scatenò il fuoco contro la vettura.

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