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Sayonara, Walkman!

Sony ritira i Walkman con musicassette dal mercato giapponese, ove nacquero nel 1979: la fine di un mito, un capitolo che si chiude

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La rivoluzione musicale made in Sony è definitivamente finita: il gruppo ha annunciato l’avvenuto ritiro dal mercato dei riproduttori per musicassette, avviando così i titoli di coda sull’incredibile epopea del brand Walkman. La distribuzione è stata sospesa nel mese di aprile e con la consegna degli ultimi esemplari rimasti nei negozi terminerà definitivamente la storia dei “mangiacassette” portatili più famosi al mondo.

I primi Walkman furono presentati nel 1979 e la rivoluzione fu immediata. Il Walkman, infatti, liberava di fatto la fruizione musicale dalla postazione fissa, trasformando così la musica in un fatto intimamente personale e mobile. Il Walkman era la scintilla di una liberazione, un motto rivoluzionario destinato a segnare profondamente il corso della musica per gli anni a venire a suon di cuffiette e batterie da cambiare. La rivoluzione inizia ad esaurirsi quando i file hanno iniziato a sostituire le cassette, i player digitali hanno iniziato a sostituire le musicassette ed Apple ha iniziato a sostituire nell’immaginario collettivo il brand Sony.

La popolarità dei Walkman è stata enorme e di lunga durata. Faceva leva sullo scambio delle cassette tra i vari “mangianastri”, sulla registrazione delle cassettine amatoriali dalle radio e sullo status symbol di un device che è presto diventato simbolo vero delle nuove generazioni (quelle degli attuali 30/40enni). Quello che oggi è l’iPod, allora fu il Walkman. Ed ora, a distanza di ormai 3 decenni, Sony ritira dal mercato giapponese (ove il Walkman ha mosso i primi passi) le ultime espressioni di una tecnologia che da tempo ha ormai esaurito la propria carica ed il proprio significato.

Il brand “Walkman” è stato nel tempo riciclato in funzione di player multimediale, ma senza portare nel nuovo settore tutto il valore che si guadagnò a suo tempo. I lettori per musicassette continueranno nel frattempo ad essere distribuiti in rari mercati emergenti, ma l’intero mondo occidentale li inserisce nei cassetti dei ricordi e nei musei della tecnologia: dopo 30 anni di successi e 220 milioni di unità distribuite.

Photo credit: Marcin Wichary

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