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Google, 5 milioni per il giornalismo digitale

Google finanzierà con 5 milioni di dollari nuovi progetti che riguardano il giornalismo digitali: segnali di un'editoria che sta cambiando

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Il giornalismo sta cambiando ed è sempre maggiore l’integrazione con il web. E Google, consapevole di questa trasformazione, ha deciso di investire 5 milioni di dollari nei nuovi media. Di questi, 2 milioni andranno alla Fondazione Knight, la fondazione che si occupa di promuovere il giornalismo digitale, mentre i restanti 3 verranno divisi tra diversi progetti nel settore a livello internazionale.

Google sente sempre più in profondità questa idea del giornalismo non più collegato alla carta stampata: in un mondo che fa sempre più uso di dispositivi portatili come smartphone e tablet PC, e che sempre di più è collegato a siti come Google Maps e YouTube, è naturale riconsiderare la vecchia idea di giornalismo e portarla in una nuova direzione.

La Fondazione Knight si occupa di organizzare il Knight News Challenge, ovvero il concorso internazionale che premia con 6 milioni di dollari le nuove proposte nel settore, con particolare attenzione alla telefonia mobile, la sostenibilità, l’autenticità e le comunità. I progetti devono avere alcune caratteristiche, tra cui quella di essere open source, una visione che viaggia parallelamente a quella di Gogole.

Il presidente della Fondazione Knight, Alberto Ibargüen, ha dichiarato: «Questo è un importante voto di fiducia da parte di uno dei leader del settore e accogliamo con favore il sostegno di Google. Ormai gli americani leggono più notizie online che dai vecchi giornali. Questa tendenza non potrà che intensificarsi, rendendo obbligatorio, per la nostra democrazia, trovare un modo per fornire in modo efficace alle persone le notizie e le informazioni che esse richiedono sulle piattaforme digitali».

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Non deve stupire l’investimento di Google: prima di tutto perchè si tratta soltanto di una piccola percentuale degli utili del gruppo, ma anche perchè si tratta di un aiuto importante per le testate che in passato hanno avuto difficoltà proprio con il gigante della ricerca. Basti ricordare le controversie aperte tra alcuni colossi dell’informazione belga e USA contro il servizio Google News.

Infatti sono contrastanti le opinioni sul tema: da un lato c’è chi accusa Google di rubare le news dai giornali, dall’altro ci sono i progetti in cui Google stessa ha partecipato, collaborando con il The New York Times e il Washington Post.

Non resta che ricordare la posizione assunta in Italia dal direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, favorevole ad un cambiamento delle abitudini legate al giornalismo sulla carta stampata e online, dichiarazioni che hanno acceso un serrato dibattito tra la direzione e il Comitato di Redazione. Una conferma di come le cose stiano cambiando: il futuro dirà quale dei due modelli di giornalismo avrà il sopravvento, oppure se convergeranno in un unico sistema.

Photo credit: Eivind Z. Molvær