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La FTC perdona Google Street View

La Federal Trade Commission perdona Google per i dati raccolti dalle Google Car: attestata la buona fede, accettate le scuse. Il caso è chiuso

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Mentre in Europa si accendono i toni attorno a Google Street View, e mentre in Italia il Garante punta il dito contro il servizio e la Procura di Roma apre l’inchiesta, negli USA il caso è già finito. Ed il tutto si chiude in un nulla di fatto grazie al “perdono” operato dalla Federal Trade Commission, secondo la quale non avrebbe troppo senso proseguire nelle indagini sul caso: i dati raccolti dalle antenne Wifi aggiunte alle Google Car non rappresentano un pericolo e l’errore Google è considerato un atto in buona fede.

L’informativa della FTC (pdf) è firmata David Vladeck ed è diretta al Bureau of Consumer Protection: «Google ha assicurato alla FTC che il gruppo non usa e non userà alcun dato in qualsivoglia prodotto o servizio Google, né ora né mai in futuro. Questa rassicurazione è fondamentale per mitigare il potenziale pericolo per i consumatori costituito dalla raccolta dei dati. A seguito di questo impegno, chiudiamo l’inchiesta sulla questione». Le conclusioni, quindi, sono di segno opposto rispetto a quelle a cui è giunto in Italia il Garante per la Protezione dei dati personali, secondo cui vi sono gli estremi per procedere e dal quale è pertanto giunto mandato alla magistratura affinché chiarisca eventuali reati ed eventuali responsabilità.

Inevitabili le polemiche: Jeffrey Chester, a capo del Center for Digital Democracy, ha puntato il dito contro Google denunciando come l’azienda, grazie al proprio dichiarato supporto (anche economico) nei confronti del Presidente Barack Obama, sia riuscita a scampare ad un approfondimento dai risvolti estremamente pericolosi: «Google va investigato, non gli si può dare la libera uscita». John Simpson spiega invece a nome di Consumer Watchdog come in Canada stiano emergendo dettagli importanti (quali l’entità reale dei dati sugli hard disk delle Google Car) che negli USA rimarranno invece sepolti sotto una indagine che non ha avuto luogo a procedere.

La FTC chiede a Google soltanto un maggiorato impegno nella tutela della privacy e soprattutto la promessa di raccogliere soltanto dati strettamente necessari ai fini dei servizi posti in essere. Insomma: che non si ripeta mai più. Ma per questa volta il dolo è escluso. Ed il perdono è accordato.

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