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E il bunga bunga si impenna sul Web

L'espressione "bunga bunga" è oggi tra le più cercate sul web italiano con una vera e propria impennata sulla scia dei fatti di cronaca

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È il momento del “bunga bunga“, è innegabile. A partire dai noti fatti che stanno imperversando sul clima politico, fino alle cronache dei giornali, passando per le incursioni ironiche degli Elio e le Storie Tese. E non poteva essere altrimenti: “bunga bunga” è diventata una delle chiavi di ricerca di maggior crescita degli ultimi giorni su Google.

C’era una volta lo Zeitgeist, quello che Google definiva come “lo spirito del nostro tempo“. Con lo Zeitgeist Google forniva una classifica delle keyword più in voga del momento, considerando le stesse come espressioni vive della società, delle sue dinamiche e delle sue espressioni online. Lo Zeitgeist italiano in questo momento è chiaro: tutti vogliono saperne di più sul “bunga bunga”. C’è chi lo cerca per capire cosa sta succedendo nel Governo, chi lo cerca per carpire i segreti di “Ruby Rubacuori“, chi semplicemente vuol curiosare sulla mole di informazione che la rete sta partorendo in questi giorni.

Bunga bunga

L’impennata è registrata a livello mondiale ed è improvvisa. Troppo improvvisa per non avere una causa unica e ben identificabile. E la causa è chiaramente ed inconfutabilmente italiana, ove l’impennata della keyword “bunga bunga” ha preso il via il 27 ottobre, ha raggiunto il primo picco il 29 ottobre ed è scesa quindi nei giorni successivi con l’arrivo del fine settimana e della festività di Ognissanti. Il che si aggiunge, a livello globale, alle medesime ricerche (presumibilmente per altri motivi) raccolte costantemente nel tempo in Indonedia e Malaysia.

Tramite Google Insight è possibile notare come le ricerche più frequenti sul tema siano correlate alle keyword “berlusconi” e “ruby“, ma che la parte del leone sia fatta anche dal video virale partito dalla Rai sulle note degli EELST.

Che lo si voglia o meno, insomma, lo “spirito del nostro tempo” è questo. Google Insight, pur senza offrire indicazioni assolute sul quantitativo di ricerche registrato, parla chiaro: il “bunga bunga” è al centro degli interessi degli italiani. E non potrebbe essere altrimenti, del resto.

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