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In ritardo, se c’è qualcuno che aspetta

ADD chiede formalmente all'AGCOM di vegliare sul Wimax e sulle scadenze indicate nelle licenze

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L’ultimo comunicato Anti Digital Divide (ADD), l’associazione che prima di ogni altra ha puntato il dito contro i problemi della banda larga in Italia (sottolineando in tempi non sospetti le gravi mancanze del mercato e del legislatore nel settore) è un resoconto degli ultimi mesi riassumibile in un mantra significativo: “Siamo in ritardo se c’è qualcuno che ci aspetta!“.

ADD, infatti, sottolinea una anomalia procedurale sulla quale si va a a sollecitare un intervento dell’Autorità Garante per le Comunicazioni: «Come volevasi dimostrare, sembrerebbe che la vendita delle licenze non abbia dato quella spinta ai licenziatari a coprire entro i fatidici 30 mesi le zone digital divise. Infatti non solo le scadenze temporali sono passate ma anche una fitta coltre di nebbia si è posata su questa tecnologia e sull’accaduto». La conclusione è pertanto una logica conseguenza della premessa: «Crediamo dunque che l’autorità garante (AGCOM) abbia il dovere di fare immediatamente chiarezza sulla situazione, ed eventualmente rimuovere le licenze, come definito nel contratto, a chi non avesse svolto gli obblighi imposti».

«La non esclusione degli operatori di telefonia mobile sul WIMAX», spiega ADD, «di sicuro non è stata una scelta lungimirante»: gli errori del passato ricadono sul presente ed il caso del Wimax sarebbe in tal senso un esempio lampante di quanto una strategia poco lineare nella distribuzione delle licenze abbia comportato una situazione difficoltosa nelle ricadute reali sul mercato.

Anti Digital Divide, insomma, usa l’esempio del Wimax per ribadire la necessità di linee guida chiare, investimenti radicali ed un cambio di direzione immediato nel modo di approcciare il futuro della rete di connettività nazionale: «Vogliamo sottolineare che non è più tempo di accettare ricatti di tipo economico/occupazionale, di favorire i semi monopoli oppure i cartelli». Il tutto non senza un necessario bagno di realtà che rende l’appello ancor più concreto: «ADD cerca sempre di privilegiare una visione di interesse generale nonostante i nostri appelli spesso siano apprezzati e contestualmente dimenticati per logiche di potere/economiche a breve termine».

Gli appelli ADD di molti anni or sono riecheggiano oggi con volume moltiplicato e valore intatto: l’Italia ha perso troppo tempo ed ora v’è il rischio concreto che nessuno si fermi più ad aspettare.

Immagine: Richard Kelland • Notizie su: