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Arrotondavano con il gambling: denunciati

Una legge del maggio scorso impedisce le scommesse su siti web da postazioni fisse appositamente predisposte negli esercizi commerciali

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L’idea era di per sé intelligente, non fosse illegale: fare in modo che l’attività di scommessa online possa essere portata in una serie di locali pubblici ed esercizi commerciali, ove il gioco è a portata di mano e l’attività di gambling del sito web può così avvenire facendo leva su una community maggiorata di scommettitori.

A questo giro di scommesse (perlopiù legate ad eventi sportivi) ha posto fine una operazione della Polizia con la quale, grazie a specifici controlli a campione effettuati nel torinese, sono stati scoperti vari punti di giocata illegali tra Moncalieri, Nichelino ed Avigliana. Il giro d’affari era di sicura importanza e l’operazione ha portato al sequestro di decine di postazioni pc, stampanti per le giocate, totem per le scommesse ed altro materiale inerente all’attività illecita segnalata.

L’attività è di per sé formalmente illegale soltanto da pochi mesi: come dettagliato da Repubblica.it, il reato è configurato «dopo l’entrata in vigore della legge che stabilisce che qualsiasi “forma di intermediazione” nell’attività di raccolta delle scommesse deve essere subordinata ai possesso di licenza». Una autorizzazione per il gioco online, insomma, non può valere per considerare valido un punto di giocata sul territorio in un locale pubblico (per il quale serve una ulteriore apposita licenza) ed è sulla base della Legge 73/2010 che l’operazione è stata portata a compimento: «In particolare sette titolari di esercizi commerciali, tra bar, ristoranti, sale giochi, internet point «e persino un verduriere» sono stati denunciati poiché per aumentare i proventi nei loro locali erano operativi computer bloccati su siti internet di scommesse».

Tre ulteriori denunce hanno colpito il lato “online” dell’organizzazione: ulteriori fascicoli sono infatti stati aperti contro i titolari dei siti web responsabili delle giocate. Tre in tutto i siti coinvolti, aventi sede a Torino, Brindisi e Latina. Per i responsabili dei siti web la colpa configurata è la mancanza di adeguati controlli necessari a prevenire l’illecita attività di intermediazione da parte dei punti di giocata sui quali i siti stessi stavano costruendo la propria fortuna.

Immagine: Pete • Notizie su: