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Decreto Pisanu: da gennaio niente più restrizioni al WiFi

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Durante l’odierna conferenza stampa a palazzo Chigi sul nuovo pacchetto sicurezza del Governo, il ministro Roberto Maroni ha dato una delle notizie più attese dalla blogosfera: la legge Pisanu non verrà confermata per l’anno prossimo. Con questo provvedimento, per il WiFi in Italia potrebbe aprirsi una nuova era. Il ministro degli Interni ha giustificato così la sua decisione:

Sono appena stato in Israele, dove ho potuto parlare di questo argomento tecnico con il mio omologo in quel paese, particolarmente esperto di terrorismo, e ho maturato la convinzione che ormai quelle ristrettezze della legge Pisanu sono obsolete: la tecnologia è cambiata e vogliamo semplificare la vita del cittadino.

Il governo dovrà spiegare, nei prossimi due mesi, come ha intenzione di spostare il controllo di sicurezza dall’utente ai provider, ma un fatto è dato per certo: dal primo gennaio non sarà più necessario compilare moduli, fotocopiare carte d’identità e via dicendo.

Sul libero accesso alla rete si era scatenato in questi mesi un forte dibattito. Com’è noto, l’Italia soffre di un grave deficit infrastruttuale, che la legge antiterrorismo di cinque anni fa aveva peggiorato, perché non stimolava la diffusione degli hotspot sul territorio, clamorosamente inferiore a quella di tanti altri paesi europei.

L’accesso libero al WiFi era stato fortemente richiesto da molti versanti: le associazioni di consumatori, le imprese, molti analisti, giornalisti e naturalmente si era organizzata anche sui social network con gruppi di discussione anche molto agguerriti.

Il ministro aveva già anticipato la revisione della legge in un question time in Parlamento lo scorso 27 ottobre, ma solo oggi, dopo la riunione del CdM, è arrivata la conferma ufficiale: la legge Pisanu non sarà rinnovata.

Attenzione, però: soltanto nelle prossime settimane, quando il governo dovrà presentare un nuovo disegno di legge, sapremo quali misure si vogliono adottare. Sembra che Maroni non voglia rinunciare alla registrazione attraverso la SIM dei cellulari e un SMS abilitante. In questo caso, la liberalizzazione sarebbe soltanto a metà. Ma meglio di niente.

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