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RockMelt, il browser dell’era Facebook

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Se i social network e i browser fossero nati nello stesso periodo, attorno agli anni ’90, Explorer, Nescape, Safari, Firefox e persino l’ultimo arrivato, Chrome, oggi sarebbero molto diversi. Da questa intuizione nasce RockMelt, un serio tentativo di realizzare un browser con il DNA dei social network.

Il progetto è nato nella silicon valley, a Mountain View, casa di Google, e da BigG ha preso chomium, il suo open source. Ne parlano i suoi creatori in un lungo articolo sul New York Times, dove si comprende bene lo stile americano delle start up. Questa è fondata da Tim Howes, 47 anni, ed Eric Vishria, 31. Howes è un ex dirigente di Netscape che ha sviluppato alcune delle tecnologie Internet più utilizzate. Marc Andressen, co-investitore nella società, spiega le sue ragioni:

Sebbene la maggior parte delle persone trascorrano più tempo utilizzando il loro browser Web di qualsiasi altro programma sul loro computer, la maggior parte dei browser non hanno tenuto il passo con l’evoluzione del Web verso i social network: RockMelt è un browser per l’epoca Facebook.

Come può esserlo? Naturalmente attraverso una fortissima integrazione con link, foto e video, stato e gestione dei contatti che condividiamo su Facebook (presto anche Twitter e altre piattaforme verranno aggiunte alle possibilità di questo browser).

Già il suo aspetto è molto diverso da quello dei suoi simili: due binari laterali nella finestra riproducono a sinistra gli amici dell’utente, a destra i siti preferiti sul social.

La vera novità sta però nell’integrazione del bottone “share” che facilita la pubblicazione di una pagina Web, un video di YouTube o qualsiasi altro contenuto.

Allo stesso tempo gli utenti possono aggiornare il proprio stato e tenere sotto controllo le attività degli amici sulla finestra principale del browser. Con questo doppio strumento, in ingresso e uscita, si possono aggiungere e rimuovere gli amici o chattare con loro senza uscire dal browser.

Si tratta ovviamente di una piccola rivoluzione, ancora tutta da valutare. Intanto, il software è libero e, come Firefox, RockMelt conta di guadagnare da una quota del gettito di ricerche sul Web effettuate dai suoi utenti.

Curiosi? Al momento si deve aspettare l’invito per il download, basta andare sul sito ufficiale e iscriversi, magari seguendo nel frattempo il blog.

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