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Adobe scende in campo in difesa di Flash

Kevin Lynch, CTO di Adobe, spende parole dure nei confronti di Apple per difendere Flash dalle accuse degli ultimi giorni

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Ancora una volta, Adobe contro Apple. Nuovamente, il pomo della discordia è Flash, anche se in questo caso il terreno di battaglia è leggermente diverso. Da iPhone, ormai definitivamente fuori dalla mente degli sviluppatori Adobe, si passa al nuovo MacBook Air e l’accusa da Cupertino è quella di ridurre sensibilmente la durata della batteria del nuovo computer ultrasottile di Cupertino.

Alcuni studi recenti dimostrano infatti che la visualizzazione di contenuti tramite Adobe Flash abbia come conseguenza la riduzione dell’autonomia tramite batteria anche di qualche ora, arrivando in certi casi anche a dimezzarne la durata. La risposta di Adobe non si è fatta attendere, ed è chiaramente impregnata di un tentativo di difesa basato sulla generalizzazione del problema dei consumi energetici derivanti dall’uso di tecnologie per la visualizzazione di contenuti.

Kevin Lynch, CTO del gruppo, evidenzia infatti che anche l’utilizzo di quella che per Apple rappresenta la soluzione migliore, ovvero HTML5, comporta un relativo aumento dei consumi. La versione 5 del linguaggio di markup per il Web, anzi, risulterebbe addirittura maggiormente dispendioso nella visualizzazione di pubblicità online.

Lynch, d’altro canto, parla di una sorta di campagna anti-Flash, nella quale il contributo di Apple sarebbe molto forte. Tale politica, sostiene il CTO di Adobe, è decisamente contro quelli che sono gli ideali del gruppo: bloccando i contenuti in Flash, si impedisce ad una vasta fetta di utenti di accedere a risorse per le quali sono state spese ingenti risorse, il tutto a discapito sia dei clienti che del Web stesso.

La strategia di Adobe non però quella di una chiusura totale nei confronti di HTML. Gli ultimi sviluppi vedono anzi l’azienda statunitense fortemente interessata allo sviluppo della nuova versione del linguaggio standard per il Web. La soluzione ideale, a detta di Lynch, è quella di un ecosistema nel quale possano convivere HTML5 e Flash, senza che uno pesti i piedi all’altro, o viceversa. Ma fin quando ci sarà un rifiuto netto della tecnologia di Adobe da parte di società come Apple, ciò resterà solo una chimera.

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