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Apple porta iAd anche in Europa

Apple è pronta ad aprire iAd al mercato europeo per portare annunci pubblicitari all'interno delle applicazioni per iOS

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A sei mesi di distanza dall’esordio primaverile, iAd bussa alle porte di Europa e Giappone per estendere la portata del network pubblicitario al di fuori dei confini precedentemente tracciati su USA e Regno Unito. Così facendo il network Apple si apre a nuovi importanti mercati per estendere la propria competitività nei confronti di Google e, soprattutto, offrendo nuove opportunità anche agli sviluppatori interessati.

iAd è il progetto che Apple ha messo in cantiere per sostenere con introiti pubblicitari tanto la propria posizione nel mercato delle applicazioni, quanto le idee che tramite le applicazioni stesse gli sviluppatori portano su iOS. L’apertura al mercato europeo significa molto per Apple: secondo i dati mobileSQUARED i cinque mercati maggiori dell’UE (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) vedranno un volume d’affari da 88 milioni di euro nel 2010, con prospettive ancor più luminose per gli anni a venire.

Le prime campagne potrebbero prendere il via già entro fine anno ed i primi nomi destinati a comparire tra gli annunci pubblicitari su iPhone ed iPad sono i vari L’Oréal, Renault e Nestlé. I dubbi sulla piattaforma sono però vari: dalle difficoltà produttive agli stringenti limiti imposti dmica a Apple, passando per la condivisione degli introiti ed i costi che l’intero processo comporta.

Adidas, ad esempio, ha abbandonato anzitempo i propri progetti per iAd segnando una frattura forte nei rapporti tra advertiser ed Apple. L’esempio sarebbe stato in seguito seguito anche da Chanel, mentre altri nomi potrebbero invece essere pronti a riversare i propri danari nelle casse di Cupertino.

Le prime fasi sono importanti perchè in questi mesi Apple e Google stanno stabilendo le rispettive prerogative nel settore con Microsoft che guarda interessato e Yahoo che tenta di occupare una propria porzione. L’apertura all’Europa si rivela pertanto importante proprio per l’ammontare del volume d’affari che si andrà a creare, per l’aumentata concorrenza e per le opportunità che tale iniziativa mette nelle mani dei developer.

Immagine: Jean Koulev • Notizie su: