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Easy Download, storica condanna dall’Antitrust

L'Antitrust italiana ha imposto alla Euro Content una sanzione di quasi 1 milione di euro per punire il sistema truffaldino Easy Download

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha posto la parola fine alla truffa “Easy Download” imponendo una maxi multa a quello che, parafrasando la definizione dell’ADUC, si è fatto conoscere come «il sito che fa pagare ciò che è gratis». La sanzione (pdf) con cui la vicenda si chiude è pari a ben 960 mila euro, cifra che dovrebbe essere sufficientemente chiara per esplicitare alla “Euro Content Limited” quali siano i limiti che la legislazione italiana impone a tutela degli utenti e del mercato.

La vicenda è durata alcuni mesi ed ha coinvolto migliaia di italiani che si son visti recapitare severe ingiunzioni di pagamento per aver siglato un contratto nel quale avrebbero acconsentito ad un abbonamento per il download di software vari dal web. La truffa era particolarmente ben congegnata: gli utenti arrivavano sul sito easy-download.info da advertising su motori di ricerca, intenzionati a scaricare software notoriamente gratuiti e di vasta disponibilità (OpenOffice, Acrobat Reader, VLC ed altri ancora). Così facendo non vedevano però la homepage del sito, sul quale era invece chiaramente indicata la necessità di siglare un abbonamento da 96 euro per poter procedere al download (contratto biennale da 8 euro al mese con pagamento anticipato). Ai 96 euro si aggiungevano inoltre 5 euro per la notifica ed all’utente giungeva richiesta di 101 euro da versare nelle casse Euro Content per regolarizzare la propria posizione di fronte ad un contratto che si dava per firmato.

Il 1 aprile scorso le segnalazioni ADUC, Codacons, Adiconsum, Altroconsumo e di altre associazioni per la tutela dei consumatori hanno portato l’Antitrust ad indagare sui meccanismi Easy Download scoprendo così una miriade di storie aventi tutte un fattore in comune: l’aggiramento dell’utente, il quale si è trovato spiazzato di fronte all’ingiunzione di pagamento e totalmente all’oscuro del contratto per cui la Euro Content esige il proprio denaro.

Le indagini hanno permesso di scoprire una serie di dati ed informazioni particolarmente interessanti:

  • «I dati forniti da Euro Content relativamente al periodo gennaio-maggio 2010, anno di inizio dell’attività, indicano un fatturato di 164000 euro circa e un utile di ricerca 43 mila euro»
  • «La società ha come oggetto sociale “marketing su internet e produzione di software”» e per 8 euro mensili offre «contenuti redazionali e supporto tecnico per gli utilizzatori inerenti software di vario genere sia acquistabili a titolo oneroso, sia liberamente scaricabili in rete senza contenuti pubblicitari»
  • La truffa era estesa su vari domini, tra i quali euro-content.com, opera-now.net, openoffice-now.info, antivirus-now.org, reader-now.com, software-it.net,software-ora.com ed altri ancora

L’attività era portata avanti dalla Euro Content promuovendo Easy Download tramite il canale AdWords: a seguito delle segnalazioni relative all’attività truffaldina, Google avrebbe sospeso ogni rapporto in data 17 giugno 2010 con la seguente motivazione: «Google ha dichiarato di aver sospeso tutti gli account facenti capo ad SRS in quanto, da verifiche interne, gli stessi risultavano sponsorizzare siti incompatibili con le regole di policy di Google Adwords, ad esempio in ragione della loro natura di “siti ponte” e/o perchè finalizzati alla vendita di prodotti generalmente disponibili in rete gratuitamente». L’attività su Adwords era in precedente fervente: 25/50 mila keyword contenenti il termine “gratis”, 1000/4000 key con il termine “gratuito” e 10/30 mila keyword basate sul “free” erano gli ami che l’azienda aveva disseminato tra le ricerche online per attrarre utenti sui propri server e proporre in modo irregolare le proprie offerte di download.

Le prime avvisaglie di un buon indirizzo della causa sono giunge nelle settimane scorse quando l’Adiconsum ha segnalato le prime fatture stornate e le prime vittorie ottenute dal Centro Europeo Consumatori. Ora l’AGCM chiude la questione introducendo così la propria disamina:

Preliminarmente occorre sottolineare che il presente procedimento trae origine dal maggior numero di segnalazioni di consumatori e loro associazioni (peraltro pervenute in un arco temporale di pochi mesi) in assoluto mai finora registrato dall’Autorità nella propria attività di applicazione del Codice del Consumo

Il che evidenzia un fatto ulteriore: l’unione delle voci di protesta è stato un fattore determinante per avviare le indagini e giungere alla condanna. La denuncia è un fattore fondamentale e la collaborazione delle vittime del raggiro si è rivelata decisiva per le sorti del procedimento.

Nel proprio documento l’AGCM rileva inoltre la sequenza dei click che porta al download dei software sia chiaramente studiata a tavolino per evitare all’utente ogni sospetto, nascondendo i termini del servizio e mettendo così in pratica una azione di chiara matrice truffaldina.

La memoria difensiva spiega che gli utenti italiani registrati sarebbero nell’ordine di 100/200 mila, tutti vittime del raggiro, dei solleciti di pagamento e delle minacce di azione legale: poche migliaia di unità avrebbero richiesto il recesso dell’abbonamento, mentre poco meno del 5% degli utenti avrebbe messo fine alle proprie paure pagando quanto richiesto dalla Euro Content. Quest’ultima si è difesa in due modi: in primis negando di aver affiancato ai propri annunci il termine “gratis” (evidenza negata però dalle indagini Google), quindi notando come molti utenti avrebbero inserito dati falsi, il che dimostrerebbe la piena consapevolezza dell’operazione ed il tentativo di sfuggire ad un pagamento dato per assodato (ma per contro decine di migliaia di truffati dimostrano l’esatto contrario).

La sentenza dell’Autorità Garante della Concorrenza è chiara: la pratica commerciale ha natura ingannevole e gli utenti sono stati aggirati. Quindi:

  • Le attività Euro Content debbono cessare la loro diffusione sul mercato italiano;
  • La Euro Content deve far fronte ad una doppia sanzione pecuniaria da 480 mila euro (per un totale di 960 mila euro)
  • La sentenza dovrà essere pubblicata sul sito Easy Download a testimonianza dell’avvenuta condanna

La storia si chiude con un lieto fine e sull’affair Easy Download possono scorrere i titoli di coda.

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