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Wikipedia lancia un appello: “Finanziateci”

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In questi giorni l’avrete sicuramente notato: un banner nelle pagine dell’enciclopedia online. Ma non è un’inserzione, anzi: è l’invito a evitare che accada. Perché Wikipedia resti libero bisogna metter mano al portafogli.

La morale del fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales, è spiegata in una lettera aperta. Si tratta di un appello annuale che Wales rivolge ai suoi utenti tramite la fondazione Wikimedia per la raccolta fondi. L’obiettivo per il 2011 è decisamente alto: 16 milioni di dollari.

Come spiega bene Wales, Wikipedia è il quinto sito al mondo per importanza, ha 380 milioni di utenti, ma al contrario dei primi quattro non può contare sui miliardi di dollari di investimenti prodotti dal marketing.

Insieme possiamo riuscire a mantenere Wikipedia gratuita e libera dalla pubblicità. Possiamo riuscire a mantenerla disponibile in modo che tutti possano usare le informazioni che contiene come meglio credono. Possiamo farla continuare a crescere, a farle diffondere informazione e cultura ovunque e a mantenerla aperta alla partecipazione di tutti.

Da qualche tempo c’è una ragione in più per sostenere l’impresa: Wikia, un social network simile a Wikipedia, di cui Wales è cofondatore. Essendo un prodotto commerciale ispirato all’enciclopedia, l’ideale sarebbe mantenere il crowdsourcing originario al di fuori di ogni interesse.

Per aiutare a convincere gli utenti, la lettera aperta è accompagnata da una serie di informazioni, come la deducibilità fiscale della donazione, il bollettino e i bilanci della società.

Con una piccola donazione di pochi dollari si può contribuire al mantenimento del sito. Non mancano le ironie della blogosfera, come l’Huffington Post che chiede quale dei banner è il più convincente, ma sulla credibilità di Wikipedia il suo fondatore sta facendo una scommessa importante.

Una curiosità: a parte la versione in inglese, quella in italiano è una delle più ricche, con più di 743mila voci è più grande di quella giapponese e dietro solo a Germania e Francia.

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