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Facebook email

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“È più di quanto avevate bisogno”, ha detto Mark Zuckerberg rivolgendosi ai giornalisti e idealmente al mezzo miliardo degli utenti. L’annunciato email killer non è arrivato, ma forse è arrivato di più: un ecosistema dei messaggi che dentro Facebook dà omogeneità agli SMS, alla chat e ai messaggi one-to-one.

La conferenza di ieri in California ha illustrato chiaramente il concetto di fondo che ha ispirato lo staff di Palo Alto per questa profonda revisione dell’architettura interna del social network. Lo ha spiegato Zuckerberg in poche battute:

Troppo lenta e troppo formale: ho sempre pensato questo della email. La nuova generazione dei messaggi deve basarsi su semplicità e inclusione dei sistemi che già oggi utilizziamo dentro Facebook.

Un sito in cui 350 milioni di persone si scambiano 4 miliardi di messaggi l’anno ogni giorno non poteva aspettare ancora prima di scendere in campo con un suo account. Attenzione: ci sarà un “nomecognome@facebook.com“, ma non è soltanto una email, almeno in senso classico. Niente contatti, niente oggetti, un invio per spedire tutto. Insomma, conversazione globale, non email.

Per comprenderlo meglio basta visitare la nuova pagina dei messaggi, dove fare delle domande, oppure il blog dove si comincia a parlare della nuova società della conversazione 2.0: la cucitura dei messaggi, lo storico delle conversazioni e infine il Social Inbox.

Con questi tre strumenti sarà possibile, d’ora in avanti, utilizzare ogni device compatibilmente con tutti gli altri. Spedire un SMS dentro una chat, rispondere con un messaggio dal browser in una qualunque delle altre direzioni. Ci sarà anche un supporto IMAP.

Anche per le risposte a questi messaggi c’è una piccola rivoluzione: grazie alla casella potremo gestire i messaggi secondo l’importanza da noi segnalata. I messaggi importanti, quelli degli amici, quelli indesiderati o poco importanti, saranno tutti filtrati socialmente dalle nostre attività, poi ordinate e divise. Il destinatario prenderà finalmente possesso del raggio delle sue conversazioni invece di stare ad aspettare di essere raggiunto.

Entro breve, probabilmente smetteremo di usare tutti e dieci i numeri e caratteri bizzarri per contattarci l’un l’altro. Ci limiteremo a selezionare gli amici per nome per condividere con loro i nostri messaggi. Non ci siamo ancora arrivati, ma i cambiamenti di oggi sono un primo piccolo passo.

Questo piccolo passo arriverà nelle prossime settimane anche in Italia, quindi avremo tutto il tempo di conoscere meglio queste funzionalità. In ogni caso, la blogosfera si sta dividendo tra estimatori e critici.

I primi sottolineano come non avere cercato lo scontro con GMail sia intelligente, i secondi sostengono che in un certo senso Facebook ha copiato progetti come Google Wave.

E voi, come la pensate?

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