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Recensione Boxee Box

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L’avvento del digitale terrestre e la crescente (ma non di certo rapida, almeno nel nostro paese) diffusione delle connessioni a banda larga stanno cambiando radicalmente il modo di approcciarsi alla televisione.

Quello che fino a ieri poteva essere considerato un semplice apparecchio di intrattenimento e informazione si arricchisce ora della possibilità offerta agli utenti di interagire, scegliendo in prima persona cosa vedere e in quale momento. Tra le soluzioni hardware destinate a questo scopo, dopo i primi dispositivi Google TV e la rinnovata Apple TV, ecco anche il tanto atteso Boxee Box di D-Link.

L’approfondita recensione realizzata dalla redazione di Engadget mette in luce pro e contro del prodotto, di cui nell’ultimo anno si è parlato molto grazie alla preventiva disponibilità del software di gestione, che numerosi utenti hanno già scelto di installare sui propri computer. Ciò che colpisce, almeno in un primo momento, è l’aspetto di certo poco convenzionale del Boxee Box: una sorta di cubo al quale è stata asportata una porzione, rendendo così il design originale ma forse non adatto a chi preferisce uno stile classico. Le piccole dimensioni della scocca finiscono comunque con il rendere la scatola D-Link tutt’altro che invadente in qualsiasi tipo di salotto.

Al suo interno, proprio come nelle soluzioni Google TV, si trova un chip basato sull’architettura Intel Atom CE4110 (inizialmente era prevista l’integrazione del chip nVidia Tegra 2), 1 GB di memoria flash e un ulteriore GB dedicato alla gestione della RAM. Tutte componenti che si sono rivelate in grado di garantire buone prestazioni, ma non di certo ottime come era lecito attendersi dopo una presentazione in grande stile nei saloni del CES andato in scena quasi un anno fa.

Più nel dettaglio, è la riproduzione di alcuni particolari file multimediali (caricati mediante slot SD) a non convincere, mentre lo streaming dei filmati dal servizio Netflix o da YouTube ha presentato raramente problemi relativi alla fluidità delle immagini o alla sincronizzazione audio-video. A volte, sempre stando a quanto riportato da Engadget, sono state riscontrate cadute improvvise della connessione, costringendo al riavvio del device. D-Link, comunque, ha promesso due major update del software ogni anno, intervallati da un gran numero di altri aggiornamenti di importanza minore. Con un perfezionamento del supporto ai codec più diffusi e alla gestione dello streaming, l’esperienza di utilizzo sarà con tutta probabilità migliorata.

Convince il design del telecomando, che su una facciata presenta un D-Pad a quattro direzioni con alcuni semplici pulsanti per la riproduzione, mentre sull’altro lato integra una tastiera full QWERTY orizzontale, molto utile nel caso in cui ci si trovi nella necessità di dover digitare una stringa di ricerca o inserire le credenziali per il login. Nonostante la presenza di un completo browser WebKit, la navigazione risulta decisamente scomoda e rimane poco più di un gradito extra a cui pochi si affideranno.

In definitiva, Boxee Box rappresenta un prodotto di certo originale, sia nel design che nelle funzionalità, giunto sul mercato in concomitanza con i suoi più diretti rivali progettati da Apple e Google. Il suo prezzo (? 229,00 in Europa) lo pone a metà strada tra le alternative citate poc’anzi e quindi potenzialmente appetibile per una grande fetta d’utenza, ma finché non verranno rilasciati aggiornamenti in grado di renderlo esente da difetti importanti, la sua diffusione potrebbe risentirne.

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