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Europeana, il sapere europeo diventa digitale

Il progetto Europeana taglia il traguardo dei 14 milioni di contenuti e si prepara a nuove sfide a colpi di opere digitali

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Il progetto Europeana prende forma, con in contorni di quello che vuole essere un tentativo di digitalizzare la cultura europea che diventano giorno dopo giorno sempre più netti. L’obiettivo fissato dalla Commissione Europea nel momento in cui ha delegato al Reflection Group il compito di trasformare in bit i versi, le pennellate e quant’altro provenga dall’arte europea in ogni sua forma è stato non solo raggiunto, ma addirittura superato.

Le cifre dimostrano che si è andato ben oltre quello che era il minimo prefissato: se la Commissione Europea aveva indicato in 10 milioni il numero di contenuti da digitalizzare entro il 2010, gli addetti ai lavori hanno voluto sorprendere il massimo organo del vecchio continente, arrivando addirittura a 14 milioni. Numeri impressionanti, ma che non rappresentano ancora la totalità del materiale da convertire, per preservarne l’integrità nei secoli, rendendolo inoltre disponibile a tutti, gratuitamente.

Grazie all’incredibile sforzo del team del Reflection Group è ora possibile tuffarsi nella cultura europea del passato, tra poesie e fotografie, dipinti e mappe, giornali e frammenti di una storia che ci appartiene profondamente, ma che sembra riguardare ormai pochi. Il tutto, senza dover intraprendere alcun viaggio alla volta delle capitali dell’arte, o alla ricerca di manoscritti in una qualche biblioteca: grazie al portale “The European Librarysono i contenuti a venire incontro all’utente, sfogliabili tramite un browser Web, e scaricabili in via del tutto gratuita, grazie all’assenza di copyright per motivi che vanno dalla difficoltà nel determinare l’effettiva paternità di molte opere alla scadenza dei termini previsti dalla legge in materia di diritto d’autore.

Un immenso patrimonio culturale, che esula dal tempo e dai luoghi d’origine, e che ora può essere alla portata di tutti con un semplice click, merito della tecnologia digitale. Il Web si impone così ancora una volta come canale di informazione, in cui il sapere viaggia e si trasmette di casa in casa, di persona in persona, al di là dei limiti geografici, politici e sociali che differenziano i navigatori della rete. Doveroso è anche l’elogio ai vari Paesi che hanno contribuito al raggiungimento di questo traguardo, con Francia e Germania che rappresentano i due principali artefici del successo grazie all’invio rispettivamente del 18 e del 17 percento dell’intero catalogo presente in Europeana.

Il lavoro svolto permette ai membri della Commissione Europea di essere più che soddisfatti, con la vicepresidente Neelie Kroes che crede fermamente in quello che definisce «un grande esempio di come la co-operazione a livello europeo può migliorare la vita di chiunque». Il vasto database di opere culturali realizzato dal 2008 a oggi è una «buona notizia per tutti gli utenti di Internet che vogliono aver accesso al materiale culturale di librerie, musei e archivi europei», ma ci sono ancora spiragli di miglioramento. Del resto, «Europeana potrebbe migliorare ancora se un numero maggiore di istituzioni culturali iniziassero un’opera di digitalizzazione delle proprie collezioni e le rendessero accessibili tramite questo portale Europeo».

Fonte: The Sofia Echo • Immagine: Emilia Grassino • Notizie su: ,