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Falso allarme tsunami su Twitter

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È successo un pandemonio diplomatico e mediatico prima che Andi Arief, il consulente di gestione delle catastrofi per il presidente indonesiano, si accorgesse che il suo account era stato compromesso e usato per inviare un falso allarme tsunami.

Già, un allarme sul quale non si dovrebbe mai scherzare, considerato il numero di vittime del disastro del 2004, è diventato il fake più clamoroso di questi ultimi tempi su Twitter.

Vittima, un’autorità in materia, che ieri non ha potuto evitare che qualcuno inviasse tramite il suo account un breve, inequivocabile messaggio: “Besok tsunami jakarta“, che si traduce come “Domani a Jakarta uno tsunami”.

Poiché Arief è un utente assiduo e un’autorità in materia di gestione delle catastrofi in Indonesia, si può immaginare l’effetto. Per fortuna è riuscito a riprendere il controllo del microblogging tranquillizzando tutti con un messaggio riparatore.

Il fatto ha riempito le pagine dei giornali di tutto il mondo, e subito quelle del Jackarta Globe che ha raccontato la vicenda anche per diffondere il più velocemente possibile la smentita. Il falso allarme è rimasto online dal giovedì mattina fino alle 11 di sera.

L’hackeraggio è stato confermato dallo staff dell’esperto, che ha spiegato come l’account è stato compromesso con numerosi messaggi atti a destabilizzare la serenità del dibattito politico (molto acceso in questo periodo in Indonesia). Per rispondere all’intruso, è stato creato un account differente, “@AndiAriefNews”, col quale la vittima ha insultato l’hacker dandogli del vigliacco.

In ogni caso, finito l’allarme, non si è spenta l’eco delle polemiche: per quanto utile e veloce, Twitter è davvero uno strumento che può sostituire le normali comunicazioni brevi dell’ambiente diplomatico, politico, di ordine pubblico?

In passato abbiamo visto altri hackeraggi degli account, ma spesso le vittime erano personaggi noti dello star system, oppure testate giornalistiche.

Questa vicenda dimostra come può essere pericoloso a livello collettivo, soprattutto da quando è diventato molto popolare e diffuso in tutto il mondo. Utile a spedire messaggi vitali (come le emergenze), Twitter potrebbe diventare uno strumento terribile in mano a un cyber-terrorista.

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