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Amazon, 175 milioni per LivingSocial

Amazon ha investito 175 milioni di dollari in LivingSocial sperando di cogliere gli effetti benefici dell'avvicinamento tra Google e Groupon

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Amazon versa nelle casse di LivingSocial la bellezza di 175 milioni di dollari: una cifra rilevante, soprattutto per un gruppo nato da poco e pieno di ambizioni. Non una acquisizione, ma comunque un importante investimento. Non un impegno in prima linea, ma comunque una sorta di prelazione. Così Amazon risponde a Google, mettendo le mani avanti e manifestando il proprio interesse nei confronti di tutto quel che è il risvolto “social” dell’e-commerce.

L’investimento era nell’aria, ma le parti non volevano confermare i contatti in essere ed i rumor che ormai avevano iniziato a circolare. Nella serata di ieri, però, la stretta di mano definitiva e quindi l’annuncio ufficiale: Amazon avrebbe fatto proprio circa il 15-20% del gruppo (valutato 1 miliardo di dollari) investendo così quanto basta per avere un piede nell’iniziativa e per capire che aria tira nel settore. LivingSocial, infatti, è ad oggi il numero due dietro a Groupon, sul quale Google potrebbe a breve piombare con 5,3 miliardi (+0,7) di dollari per una acquisizione che si promette essere l’affare più oneroso della storia di Mountain View.

Recenti statistiche diramate da Hitwise accreditano a Groupon il 79% del traffico nella categoria, mentre LivingSocial raccoglie l’8%. Quest’ultima si configura però come una percentuale con forti potenziali di crescita e tale, soprattutto, da poter cavalcare l’ondata Google per affermare il social-shopping come una nuova realtà di forte monetizzazione.

Tim O’Shaughnessy, CEO LivingSocial, ha ringraziato Amazon per l’attenzione identificando nel nuovo partner una forte occasione di crescita per il gruppo. Ad oggi non è chiaro in che modo Amazon possa vedere integrato il proprio servizio nel gruppo sul quale si è andati ad investire, ma l’entità della cifra indica comunque possibili sinergie che le parti andranno sicuramente a sperimentare in divenire.

Ad affare concluso, i riflettori tornano nuovamente su Groupon e Google: è su questi nomi che ci si attendono i fuochi d’artificio.

Fonte: TechCrunch • Notizie su: