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Wikileaks

Wikileaks è irraggiungibile: tagliati i DNS (update)

EveryDNS abbandona Wikileaks ed il sito è pertanto nuovamente irraggiungibile: il DDoS prima, Amazon poi, i DNS ora: Wikileaks è isolato

Con un nuovo tweet il team Wikileaks comunica i motivi per cui il sito Wikileaks.org non risulta in queste ore raggiungibile:

Wikileaks vs EveryDNS.net

Wikileaks vs EveryDNS.net

Prima i server, ora i DNS: il sito è vittima di un accerchiamento che, motivato da problemi tecnici, sembra invece trovare origine nelle aule del Congresso USA. Ma non a livello di motivazioni ufficiali, sempre e comunque lontane da qualsivoglia fattore politico.

Wikileaks è stato affondato per la seconda volta in poche ore. Il primo abbandono è stato quello di Amazon, i cui server ospitavano fino a pochi giorni or sono i file Wikileaks: il sito è stato in seguito spostato in Europa e le attività sono riprese regolarmente. Ora da alcune ore il down si ripete, ma in questo caso la motivazione è nell’abbandono del servizio da parte di EveryDNS.net con il conseguente mancato raggiungimento del dominio da tutto il mondo.

EveryDNS ha pubblicato sulla propria homepage le motivazioni della decisione intrapresa: Wikileaks sarebbe stato vittima di un ingente attacco DDoS che avrebbe portato il traffico a salire fino a 10 Gbps. Tale pressione avrebbe messo in crisi l’intero sistema EveryDNS (che gestisce qualcosa come 500 mila siti web), da cui è giunta pertanto volontà di interrompere ogni rapporto. Ma il gruppo non intende rimanere isolato di fronte agli utenti che giudicheranno tale manovra, e di qui la chiosa del comunicato ufficiale: «ogni interruzione di Wikileaks.org sarà il risultato del loro fallimento nell’usare un altro provider di DNS». Insomma: se scompaiono non è colpa nostra.

La motivazione alla base del taglio del servizio da parte di EveryDNS si differenzia pertanto rispetto al taglio operato da Amazon, le cui motivazioni sarebbero invece da ricercare direttamente nei contenuti dei documenti e non in pressioni politiche o nel DDoS subito.

Update
Wikileaks è tornato: ripartirà dalla Svizzera e dal supporto del Partito Pirata.

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Fonte: The Next Web
Immagine: Wikileaks

  • Clod

    A questo punto il motivo sono i documenti, non esiste altro che il fine di fare tanti Denial Of Service per impedire e intasare qualunque servizio hosting o supporto, per far sì che quei documenti non escano. Lo sanno e lo sappiamo tutti: la verità, prima o poi, viene comunque a galla! E se il dominio non è raggiungibile, i documenti possono comunque essere pubblicati… Se muore Wikileaks.org c’è l’alternativa…
    Censurare o attaccare un sito non significa impedire che chi lo gestisca non pubblichi nulla…
    Come per il diritto d’autore: chiuso un sito, 100 se ne aprono..e censurare un sito non significa che ciò che vi sta non possa essere pubblicato, ma prima o poi tutto sarà pubblicato in un modo che è impossibile da bloccare…
    Più restrizioni mettono, più attacchi fanno, più rafforzano quelle attività che tentano di ostacolare…
    Certo, ognuno poi decide se unirsi o meno alla causa, tirarsi fuori per evitare di finire in una qualche tempesta giudiziaria…

    C’è una cosa che nessuna legge, trattato o qualunque altra tipologia di azione legislativa può fermare…e sarà quella stessa cosa che annienterà ogni tentativo di attacco e censura. Una cosa da cui tutto il mondo trae beneficio…

  • Mikand
  • Qûr Tharkasdóttir

    http:www.wikileaks.ch