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Zynga acquista la Newtoy e guarda al mobile

Zynga ha acquisito Newtoy, team di sviluppo esperto nei giochi sociali dedicati alle piattaforme mobile quali smartphone o tablet

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Zynga ha annunciato l’acquisizione di Newtoy, gruppo di sviluppatori esperto nella produzione di giochi sociali sulle piattaforme mobile quali iPhone, iPod Touch e iPad. I termini economici dell’acquisto non sono stati resi noti, ma è noto il fatto che le 23 persone che compongono il team texano saranno inglobate negli studi di Zynga e impiegate nello sviluppo di nuovi titoli.

Pare piuttosto probabile dunque come il prossimo obiettivo di Zynga sia quello di concentrarsi sulla creazione di giochi dedicati al mobile: spostando il campo d’azione da social network e web ai dispositivi portatili, l’azienda andrebbe ad espandere ulteriormente la propria base d’utenza, che viene attualmente stimata a 215 milioni di giocatori ogni mese, divisi tra FarmVille, FrontierVille, Mafia Wars, Zynga Poker ed altri ancora. In quest’ottica, l’acquisizione di Newtoy potrebbe rivelarsi un colpo ben assestato, visto che tra “Words with Friends”, “Chess with Friend” e altri titoli disponibili sull’App Store, il piccolo sviluppatore è riuscito ad accaparrarsi un ritmo di ben 12 milioni di download e 5 milioni di giocatori attivi ogni singolo mese.

Il mobile sarà dunque la prossima grande frontiera per il gaming targato Zynga: l’azienda vuole che i propri titoli siano accessibili da qualsiasi dispositivo, e per raggiungere tale obiettivo sta lavorando già da tempo. La strategia che il team ha intrapreso fino ad oggi si è basata meno sullo sviluppo di nuovi giochi e più sull’acquisto di studi che espandessero le proprie file con minor sforzo e maggior rapidità; negli ultimi tre mesi, ad esempio, ha acquistato ben sette società, tra le quali figurano Unoh, Labs Conduit, XPD Media e Bonfire Studios, team composto da membri di Ensemble Studios di Microsoft e dunque di grande esperienza.

I piani che l’azienda ha per ricavare profitti dalla nuova acquisizione saranno probabilmente legati alla pubblicità all’interno dei giochi e, forse, alla vendita degli oggetti virtuali, fruibili poi come extra in un determinato titolo. Si espande il campo di applicazione, insomma, ma rimane saldo un business model che ha dimostrato di poter funzionare a dovere.

Fonte: AFP • Notizie su: