QR code per la pagina originale

eBay responsabile per la merce contraffatta

Una nuova sentenza, seppur temporanea, afferma che eBay può essere ritenuta responsabile per la vendita di beni illegali in caso di recidiva

,

Se una recentissima sentenza ha sollevato eBay dalle accuse contro il marchio Tiffany, spiegando come l’azienda non vada considerata responsabile per le inserzioni di beni contraffatti che i venditori inseriscono sulla sua piattaforma, ora le cose potrebbero parzialmente cambiare. Niilo Jääskinen, avvocato della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ha infatti specificato che qualora a eBay venga segnalato l’uso illecito di un determinato marchio e lo stesso utente continui a ripetere l’azione illegale immettendo nuovamente in vendita un prodotto contraffatto, la società potrà esserne ritenuta diretta responsabile.

Si tratta di un parere non vincolante, ma solitamente quando la Corte europea si esprime nella stragrande maggioranza dei casi si va poi a confermare tale indicazione. La sentenza definitiva nella fattispecie verrà emessa entro pochi mesi. Il caso si riferisce alle accuse di violazione del marchio depositate da L’Oréal contro eBay: il più grande produttore di cosmetici a livello mondiale ha accusato l’azienda di essere coinvolta in violazioni commesse dai venditori sulla sua piattaforma. Più nello specifico, secondo l’accusa, nel momento in cui si inserisce la parola chiave “L’Oréal”, eBay indirizzerebbe i suoi utenti verso prodotti contraffatti ed inoltre la piattaforma non sarebbe dotata di strumenti adeguati per ostacolare e impedire la vendita di beni fasulli. eBay rimarrebbe infatti comunque responsabile per il contenuto dei dati che comunica ai motori di ricerca, dunque non può essere completamente esonerato dalle responsabilità.

La sentenza finale quindi dovrebbe rafforzare la sicurezza per i consumatori europei di acquistare merci autentiche, in quanto un provvedimento definitivo contro eBay obbligherebbe l’azienda ad impegnarsi maggiormente per scoraggiare ed impedire la vendita di prodotti contraffatti nella sua piattaforma, leader nel settore a livello mondiale, visto che potrebbe essere proprio l’azienda stessa a pagare le conseguenze delle vendite di beni non originali.

Fonte: Bloomberg • Notizie su: