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Amazon cade, ma non è colpa degli anonimi

Amazon ha avuto problemi sui propri server, ma la causa del problema è da identificarsi in un disservizio interno: non è opera dei cracker

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Amazon ha visto cadere tutti i propri siti europei uno dopo l’altro e per mezzora almeno il marketplace è risultato inutilizzabile in gran parte del continente. L’improvvisa caduta e lo strano tempismo ha fatto immediatamente prendere quota all’ipotesi per cui il gruppo potesse essere nuovamente sotto attacco cracker, dovendo pertanto fare i conti nuovamente con l’affair Wikileaks (cacciato dai server AWS, il che ha scatenato le ire degli attivisti pro-Assange). Il gruppo ha però smentito recitando con un mea culpa.

Amazon.co.uk, Amazon.de, Amazon.es, Amazon.fr, Amazon.it: chi più e chi meno, l’intera presenza Amazon in Europa ha pagato scotto per circa 30 minuti nella notte tra Sabato e Domenica. Amazon.com non ha subito rallentamento alcuno, mentre per Amazon Italia trattasi del primo incidente di percorso dopo pochi giorni di attività. Ad oggi tutte le attività risultano essere regolarmente operative e l’incidente non ha avuto alcun effetto collaterale sul marketplace.

Il gruppo si è però affrettato a smentire l’ipotesi per cui i server potessero essere caduti sotto i colpi degli Anonymous: il problema è stato piuttosto identificato in un problema hardware interno che la Status History del gruppo ha segnalato in data 12/12 su Amazon EC2, Amazon SNS, Amazon SQS ed Amazon SimpleDB. Coinvolti, dunque, soltanto i data center europei dislocati in Irlanda, dai quali dipende l’intera attività del marketplace sul continente.

Il problema è avvenuto in piena notte e non dovrebbe aver pertanto causato alcun rallentamento significativo nelle vendite del gruppo. La coincidenza dei tempi con i problemi vissuti da Amazon dopo i guai con Wikileaks, però, aveva inizialmente fatto temere per il peggio.

Fonte: Wall Street Journal • Immagine: Robertsharp • Notizie su: