QR code per la pagina originale

La fiducia al Governo corre sul Web

PDL, PD, IDV, Lega, UdC e via dicendo: alla vigilia del voto per la fiducia al Governo tutti gli schieramenti portano online la propria posizione

,

La giornata di domani sarà la giornata in cui il Parlamento sarà chiamato a votare la fiducia al Governo Berlusconi. Tutto il paese ben sa quanto importante sia questo appuntamento e, soprattutto, quello che sarà l’esito del Governo nelle ore successive al doppio voto di Senato e Camera. La giornata di domani passerà tra dirette televisive e coperture “live” dei voti e delle dichiarazioni provenienti da Roma, ma fin dalla giornata di oggi le dichiarazioni di voto hanno iniziato a ruggire online sui vari siti ufficiali.

Ne esce un quadro ad alta tensione a cui fa da sfondo la chiusura della pagina Facebook del Popolo Viola (poi ripristinata), l’andirivieni di newsletter che chiamano i movimenti a raccolta, l’aggiornamento dei blog dei principali esponenti politici e la pressoché totale copertura informativa delle testate editoriali di caratura nazionale. Quella che segue è una piccola rassegna, volutamente semplicistica, del quadro politico online della vigilia, così come delineato dai siti Web ufficiali delle varie formazioni che nella giornata di domani voteranno per o contro la fiducia a Silvio Berlusconi.

Silvio Berlusconi

Dopo aver parlato al Parlamento per spiegare la propria linea per il futuro, Silvio Berlusconi si è rivolto alla base per voce dell’on. Antonio Palmieri, responsabile Internet PDL, con accorate parole inviate tramite il sito ForzaSilvio.it:

“sono certo che ciascuno di voi, nel proprio intimo e nella propria coscienza, sa che l’attuale Governo non ha affatto demeritato, non ha affatto tradito il mandato del popolo sovrano. Sono assolutamente convinto, infine, che ciascuno di voi sa che qualunque dissenso è legittimo, che qualunque critica è possibile, ma la rottura no, la sfiducia al Governo no, la divisione del campo dei moderati no! Tutto si può dire e tutto si può fare, ma non progettare un’alleanza con la sinistra in questa legislatura, camuffata da un Governo di transizione, e neppure unire i propri voti a quelli dell’opposizione, sommando grottescamente i voti sottratti al Popolo della Libertà a quelli del Partito Democratico e dell’Italia dei Valori.”.

Queste le parole con le quali Silvio ha concluso il suo discorso al Senato. Faranno breccia nella mente, nel cuore, nella coscienza dei parlamentari di Futuro e libertà? Lo sapremo con certezza domani. Se vuoi commentare il discorso del premier, puoi farlo qui e se vuoi dire la tua sull’esito dell’appello ai finiani, rispondi al nostro nuovo focus group. Grazie per la tua attenzione e per il tuo sostegno

Gianfranco Fini

La voce di Gianfranco Fini e di “Futuro e Libertà” passa anzitutto per il sito ufficiale, ove sono elencate le ultime prese di posizione per la sfiducia al Governo e nel nome di un Berlusconi-bis ormai pressoché impossibile da ipotizzarsi nelle forme in cui si è manifestato dopo le ultime elezioni. Ma la posizione di Gianfranco Fini è espressa soprattutto da “Generazione Italia”:

Berlusconi sta dando il meglio di sè, di quello che sa fare, per il quale è nato: comprare e vendere. Comprare i numeri che gli mancano per ottenere la fiducia in Parlamento. Vendere non-verità. Come quella del nostro tradimento, quando è lui il traditore del suo e nostro progetto politico. Propaganda allo stato puro. Gli manca la politica vera perché l’uomo – ed è in fondo anche la nostra “sconfitta” dopo 16 anni – non dismetterà mai i panni di business man, di uomo col senso, il fiuto e i sistemi degli affari. Senso degli affari che ha trasferito altrove. Un altrove che si chiama Politica. Quella Politica che padri e maestri, scrittori e filosofi, nostri e altrui, ci hanno insegnato cosa fosse: affari non privati, ma di tutti, della Polis. La cittadella della Repubblica. Per la quale noi pensiamo, qualche volta pure ci illudiamo, comunque fortemente crediamo di lavorare. Anche in queste ore. Per il Cavaliere, rendiamocene conto, si tratta di altro. Precisamente di passare dai mattoni alle tv, dai grandi magazzini al gas e al petrolio

Partito Democratico

Il sito del Partito Democratico non pone particolare rilievo alla posizione del proprio schieramento, del resto già ampiamente nota da tempo. Ma commenta l’ultimo discorso del Premier prima del voto:

Il Premier nel corso del suo intervento in Senato per chiedere la tanto agognata fiducia, ha continuato a fare inutile propaganda e ha sottolineato con vanto dei successi del governo totalmente inesistenti. […] Durante i 31 minuti del suo discorso, proprio lui, ha cercato di fare perno sulla coscienza e sull’etica dei parlamentari considerati “ribelli”. […] Tra i senatori del PD ovviamente la bocciatura è netta su tutta la linea: “Propone l’immagine della sua leadership che non esiste più, la forza di questa maggioranza è compromessa. Ma l’UDC non abboccherà”.

Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, da sempre usa la Rete come uno dei propri principali mezzi d’espressione. Anche nel giorno della vigilia ha affidato al proprio blog il commento alle parole di Berlusconi, portando inoltre su YouTube la posizione ufficiale del proprio schieramento:

Stamattina, con il suo discorso al Senato, Berlusconi ha riempito di vuoto il nulla. Ha raccontato un paese e una politica che non esistono, illudendosi di poter convincere così gli italiani che tutto va bene, madama la marchesa.
La realtà di questo paese è opposta a quella che Berlusconi ha descritto. Ci troviamo di fronte a un dittatorello che si è chiuso nel suo bunker e parla solo a sè stesso convinto di parlare al paese. Mai come in questo momento è necessario darci un taglio, sfiduciare questo governo e prepararci a tornare alle elezioni. […]

PierFerdinando Casini

Se Berlusconi ha a cuore la riunificazione dei moderati, vada a dimettersi prima del voto alla Camera, altrimenti i suoi sono soltanto dei propositi ipocriti. Il suo è stato un discorso ottimo, ma per essere credibile mancava solo un chiarimento: la ragione per cui non si va a dimettere. Si è scatenata una caccia all’ultimo voto, e Berlusconi doveva dire un’ultima frase: “Ritenendo inutile una contabilità parlamentare che tutt’al più mi darà un voto di maggioranza, mi vado a dimettere”.

Le parole di Casini sono le più attese in queste ore di tensione poiché è dall’Unione di Centro che potrebbe giungere la chiave di volta in grado di cambiare il destino di questa crisi di Governo. Casini plaude al discorso del premier, ma ne boccia l’operato nella conduzione del momento attuale. Ed invita per l’ultima volta Berlusconi alle dimissioni, confermando così la propria posizione e quella dell’UdC:

Se lo farà, avrà la possibilità concreta di fare un appello più ampio, di chiedere un governo di responsabilità, altrimenti si va verso un governo al buio. Il voto in più alla Camera servirà per andare alle elezioni, non certo per governare.

Lega Nord

Il sito web della Lega Nord è probabilmente quello più distaccato in questa fase, preoccupato più del “day-after” che non dell’esito proprio della votazione. Le ore prima del voto sono pertanto affidate alle dichiarazioni di Sandro Mazzatorta, del quale viene riportato l’intervento in Senato in favore del voto e contro ogni qualsivoglia ipotesi di governo tecnico per il varo di una nuova legge elettorale:

Siamo davanti alla crisi di Governo forse più preoccupante che abbia mai investito il nostro Paese. E per di più in un momento estremamente difficile della congiuntura economica mondiale e mai come in questo momento, per far uscire il Paese delle sabbie mobili della peggior crisi finanziaria dell’ultimo secolo, avremmo bisogno di una maggioranza stabile, decisa e soprattutto coerente rispetto al patto con gli elettori

Notizie su: