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Julian Assange libero su cauzione, pagata dai sostenitori VIP

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C’erano i registi Michael Moore, Ken Loach e il giornalista John Pilger, mitico reporter dal Vietnam, tra i VIP che oggi hanno presenziato davanti alla corte di Westminster per esprimere il loro sostegno a Julian Assange. E non si sono fermati alle parole: hanno contribuito con somme sostanziose al pagamento della cauzione con la quale Assange potrà uscire di galera.

Dopo una settimana di isolamento (trattamento riservato generalmente ai criminali pericolosi, mentre Assange è accusato di non aver utilizzato il preservativo durante due rapporti carnali con due donne), il tribunale ha accolto la richiesta di cauzione, calcolata in 240 mila sterline (circa 282 mila euro) per rilasciare il fondatore di WikiLeaks.

Una volta libero, una volta rastrellata la cifra comunque non leggera, il 39enne australiano avrà l’obbligo di firma, indosserà un braccialetto elettronico e non avrà il passaporto, perciò non potrà lasciare l’Inghilterra. Un compromesso dei suoi avvocati per garantirgli la libertà.

Avrà tempo fino alla prossima udienza, fissata per l’11 gennaio 2011, per preparare la difesa contro l’estradizione in Svezia, dove è accusato di stupro. Accusa che ha sempre respinto fermamente ribadendo il suo impegno:

Faccio appello al mondo perché protegga il mio lavoro e i miei cari da questi atti illegali e immorali. Le mie convinzioni non si indeboliscono, resto fedele agli ideali che ho espresso e le circostanze attuali non le intaccano.

Intanto, proseguono gli attacchi degli hacker contro tutti coloro che stanno partecipando alle limitazioni di Wikileaks e il suo fondatore. Si parla già di attacchi al sito delle imposte britanniche, ennesimo obiettivo dopo Visa, Mastercard e PayPal, criticate anche in queste ore dallo stesso Assange per il loro comportamento.

Quando Assange è arrivato nel furgoncino blindato, lo aspettava una ressa di giornali e televisioni di tutto il mondo. L’unica foto scattata all’interno (la vedete sopra) sta facendo il giro del Web. Così come il sito Justice for Assange sta diventando un punto di riferimento per la blogosfera.

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