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Google Tv, Sony vota la fiducia

Sony promette fedeltà alla Google Tv: le vendite sono in linea con le attese e la fiducia nel progetto è alta

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Sony non tira i remi in barca ed opera anzi da leader nel confermare la propria fedeltà al progetto Google Tv. Qualche timore era sopraggiunto: prima il gruppo aveva espresso qualche preoccupazione di troppo circa l’andamento delle vendite, quindi è giunto il monito di Google circa il rilascio di nuovi prodotti nella gamma, ma alla fin fine il gruppo sembra essersi ricompattato. Il ruggito della Google Tv, insomma, arriverà nel 2011.

A parlare della Google Tv sono direttamente i vertici di Sony: secondo Hiroshi Yoshioka, infatti, le vendite sarebbero “in linea con le aspettative”. Nessuna cifra e nessuna sensazione ulteriore, ma soltanto un attestato di fiducia chiaro per sgombrare il campo da ogni possibile incomprensione. Secondo Yoshioka i feedback degli utenti sarebbero di vario orientamento ed il gruppo ritiene ci voglia ancora tempo affinché l’offerta possa essere ben formata e la comprensione del concept possa essere tale da restituire una esperienza di intrattenimento autenticamente apprezzabile.

Sony ha finora impegnato 15 ingegneri sul progetto e conta di ricavare fin dal 2011 importanti risultati. Google ha stoppato la distribuzione di nuove Google Tv per l’ambizione di giungere ad un solerte update del software in grado di offrire performance migliori: l’upgrade sarà accompagnato dal lancio dei nuovi device in preparazione e la somma delle novità evolutive oggi in laboratorio configureranno la seconda generazione di Google Tv in arrivo.

Google temporeggia perché ben sa quanto lo schermo televisivo possa fare la differenza in futuro. In questo progetto saranno riversati Android ed eventualmente Chrome OS, le applicazioni dell’Android Marketplace ed i contenuti per i quali il gruppo riuscirà ad ottenere le dovute licenze. Sono molti, insomma, i tasselli ancora da mettere al proprio posto: correre potrebbe essere inutile perché con il moltiplicarsi delle soluzioni concorrenti sarà anzitutto la qualità a fare la differenza.

Fonte: New York Times • Notizie su: