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Un tablet per uscire dalla crisi?

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Proprio quando soffiano i venti di crisi, quando le certezze economiche avute fino a pochi mesi prima sembrano svanire nel nulla inglobate dallo spettro della recessione, è proprio allora che bisogna rischiare e investire nel futuro.

Possibile? A prima vista, rischiare proprio nel momento in cui l’economia arretra e i consumi crollano, con le famiglie pronte ad eliminare il superfluo e badare al sodo, può sembrare una mossa suicida oppure insensata, eppure è la storia che lo insegna e le tendenze del mercato registrate in questi ultimi anni sembrano confermarlo.

La grossa crisi globale degli ultimi due anni ha di fatto messo in difficoltà le economie di tutti i paesi occidentali, creando quasi un effetto domino che ha spazzato via migliaia di piccole e medie imprese, con tanto di disoccupazione e crollo verticale dei consumi in diversi settori. Un quadro negativo, che non ha impedito però il fiorire di alcune novità in ambito tecnologico che apparentemente potrebbero essere considerate “beni voluttuari“, ma che hanno avuto e continuano ad avere un forte peso nel rilancio di alcuni settori.

Un esempio viene dal mercato dei tablet, un accessorio presentato già diversi anni fa ma presto rimandato nell’oblio con quella che sembrava una bocciatura sonora e definitiva, ma tornato in auge proprio in tempo di crisi quando forse in pochi si sarebbero aspettati la sua affermazione presso il pubblico.

Tra quei pochi c’era ovviamente Apple, che quasi un anno fa presentava il suo iPad tra l’entusiasmo di chi vedeva (a posteriori potremmo dire “giustamente”) in quella “tavoletta” il futuro dell’informatica in mobilità e chi, al contrario, lo bollava come flop o moda passeggera dovuta esclusivamente a uno slancio di ottimismo da parte di Cupertino.

A distanza di un anno circa, invece, sappiamo tutti com’è andata. Ad Apple sono seguiti gli annunci di quasi tutti i più grandi produttori hardware, con tanti prodotti arrivati a ruota nel corso dei mesi e tanti che arriveranno nei prossimi mesi, tutti con un unico obiettivo: contrastare l’iPad e fare propria una fetta di un mercato nascente ma molto promettente.

Un mercato nato in tempi di crisi, è bene ricordarlo, e cresciuto attorno a un prodotto che tutto sembra fuorché veramente indispensabile. Eppure questo è quanto accaduto. Forse fra qualche anno, sperando di esserci lasciati alle spalle le difficoltà economiche di questi mesi, ripenseremo ad oggi e, tra i tanti gadget a cui il nostro pensiero ci porterà ricordandoci “come eravamo”, non potrà che esserci lui, il tablet: protagonista (in)discusso di una piccola ma significativa rivoluzione delle nostre abitudini in tempo di crisi.

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