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Vladimir Putin impone l’open source

Il governo russo ha approvato un piano che prevede l'adozione di soluzioni aperte per i computer federali, escludendo di fatto Microsoft

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La Russia da il benservito a Microsoft e abbraccia l’open source. Con un emendamento composto da 25 punti e  firmato dal Primo Ministro Vladimir Putin, il governo russo apre le porte a soluzioni basate sul free software, accantonando invece quelle proposte da Redmond e utilizzate finora dagli uffici governativi. Il piano di transizione partirà dal secondo trimestre del 2012 e dovrà terminare entro i 2015.

Alla base della decisione potrebbe esserci più che la volontà di adottare soluzioni in grado di tagliare drasticamente le spese del comparto informatico governativo, l’intenzione di lanciare un segnale forte e chiaro a tutte le aziende con le quali le principali istituzioni russe hanno stretto accordi. A seguito degli interventi di forza operati dalle forze dell’ordine su ordine del Cremlino al fine di sbaragliare alcuni gruppi dissidenti, l’azienda di Redmond ha infatti concesso a gruppi e associazioni di vario genere licenze gratuite dei propri software, facendo così crollare l’alibi utilizzato dalle autorità russe e basato su un presunto accordo con Microsoft nella lotta alla pirateria. Ciò può aver innescato una forte reazione da parte della Russia, il cui messaggio è scritto a chiare lettere: chi non segue i dettami del Governo verrà tagliato fuori da ogni possibile accordo economico.

Una volta ultimato il piano di operazioni stilato dai vertici russi, l’intero comparto macchine degli enti governativi sarà basato solo ed esclusivamente su software libero: sistemi operativi, applicazioni, driver e quant’altro dovranno essere rigorosamente rilasciati con licenza aperta. Per tale obiettivo è prevista anche la realizzazione di un’unica repository dalla quale le istituzioni sovietiche potranno attingere nuove applicazioni e nuovi strumenti utili per portare avanti la propria attività quotidiana tramite l’utilizzo dei computer forniti dal Governo. In questo contesto potrebbe essere GNU/Linux a fare la voce grossa, proponendosi come principale soluzione per il comparto informatico russo.

I venticinque punti dell’emendamento approvato lo scorso 17 Dicembre sono disponibili online in lingua russa. La traduzione effettuata da Google Translate permette di comprendere abbastanza chiaramente quelli che sono gli obiettivi prefissati, che forniscono un quadro generale delle prossime mosse che la Russia metterà in atto: l’intero scenario è quello di una vera e propria riforma del settore informatico, con novità che riguarderanno anche il settore civile tramite la formazione di figure professionali nel campo ITC e l’introduzione di nuove soluzioni per il mondo dell’istruzione.

Fonte: Open... • Notizie su: