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VLC cacciato nel nome della libertà

VLC scompare dall'App Store, ma i motivi sono ignoti. All'origine della decisione v'è probabilmente la licenza GPL

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VideoLAN ha reso noti i posibili motivi per cui nei giorni scorsi il noto player VLC è stato rimosso dall’App Store. E dietro le motivazioni si cela un intrigante paradosso che mette limiti e libertà gli uni contro gli altri fino al conseguimento di un corto circuito sfociato nella rimozione del software dal markerplace per applicazioni di Cupertino.

Le motivazioni dell’accaduto sono state sciorinate da Rémi Denis-Courmont, secondo il quale l’unica verità assoluta è che di verità assolute non ne esistono. Apple, infatti, non ha spiegato la propria scelta né probabilmente darà spiegazioni in futuro. Il susseguirsi dei fatti ha però offerto alla VideoLAN elementi a sufficienza per mettere in dubbio le correlazioni causa effetto ipotizzate in queste ore. L’effetto è noto: VLC scompare dall’App Store a pochi mesi dall’esordio. La causa è invece soltanto ipotetica: la segnalazione di infrazione inviata oltre due mesi or sono dallo stesso Rémi Denis-Courmont.

La notifica era stata inviata poiché si intravedeva nelle policy dell’App Store una contraddizione di termini con la licenza GPL con cui il software VLC viene rilasciato. Ma la questione scatena il corto circuito: per difendere la libertà a cui si ispira la GPL si va agli effetti a limitare la libertà d’uso del software poiché se ne chiude una possibile via d’espressione. Il dubbio è inoltre pungolato anche da un sospetto ulteriore: Rémi Denis-Courmont, oltre ad essere uno sviluppatore VideoLAN, è anche un dipendente Nokia e pertanto potenzialmente interessato a sollevare la questione di principio ai danni degli utenti della casa di Cupertino.

Romain Goyet, co-fondatore della casa sviluppatrice dell’applicazione esclusa dall’App Store, ha difeso la propria posizione ricordando l’opera gratuita e l’ispirazione open source del proprio lavoro, oltre al fatto che l’app era in distribuzione a costo zero. Ma la questione di principio rimane: se la GPL va in contraddizione con la policy dell’App Store, il problema non può essere ignorato per sempre. Per eccessiva attenzione o per possibile dolo, la questione è stata posta e le conseguenze sono ricadute con effetti deleteri su tutte le parti in causa: sull’App Store che si trova con un interessante software in meno; su VLC che perde una importante vetrina; sugli sviluppatori che vedono sfumare il loro lavoro; sugli utenti che perdono un’utile opportunità.

Fonte: CNet • Notizie su: